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Green pass, il parere degli esercenti pubblici: "Attenzione a iniziative discriminatorie"

La presidente Fabia Roman: "Vogliamo norme che facciano lavorare, non chiudere"

Sì alla vaccinazione, e a tutte le misure che consentano di arginare la diffusione del Covid. Quando si parla di green pass però, l'Associazione pubblici esercizi del Trentino, specifica: "Occorre fare molta attenzione affinché le iniziative messe in campo non diventino discriminatorie per alcune attività" sottolinea la presidente Fabia Roman. 

Come già Fipe, la federazione di categoria nazionale, anche l’Associazione provinciale che riunisce i pubblici esercizi (bar, pub, birrerie, discobar, discoteche, ecc.) precisa che qualsiasi iniziativa messa in campo per arginare la diffusione del coronavirus non deve gravare sulle imprese in maniera incontrollata. "La nostra categoria - spiega Roman - ha subìto pesantemente le conseguenze delle chiusure, dei lockdown e delle zone gialle, arancioni e rosse, senza aver avuto ristori adeguati alle perdite registrate. Ma ora che possiamo guardare avanti, siamo tutti fiduciosi di poter recuperare quanto prima".

"Se però all’orizzonte si prospettano soluzioni che creano attività di serie A e serie B - attacca Roman -, questo non lo possiamo tollerare: non è giusto che a pagare sia ancora il nostro settore, che peraltro segue scrupolosamente e diligentemente tutte le prescrizioni e le osservazioni contenute nei protocolli. Va considerato poi che le imprese sono già quotidianamente sottoposte ad una gran mole di incombenze: aggiungerne altre sarebbe insostenibile".

Insomma, secondo gli esercizi pubblici "il green pass, o qualsiasi altra iniziativa, deve consentirci di lavorare, non di chiudere. Il Governo ha il dovere di valutare le peculiarità di ciascuna tipologia di impresa, senza penalizzare nessuno.  Capiamo l’allerta sulle varianti e sulle nuove ondate, ma onestamente non possiamo credere che chiudere i bar sia la soluzione".

"Inoltre - conclude la nota -, cambiare le regole a stagione avviata rappresenta un danno notevole per le imprese e la loro programmazione, mai così difficile come in questa fase. Siamo comunque d’accordo con la posizione della nostra federazione nazionale: se serve davvero a contenere la pandemia, allora valga per tutti".

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