Domenica, 14 Luglio 2024
Il giallo

Cos'è questa storia dell'autopsia sull'orsa F36 e dell'errore ammesso dalla Provincia

La Pat ha aggiunto che "l'amministrazione non è ancora entrata in possesso della documentazione relativa agli esami necroscopici compiuti sull'animale dall'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie"

La documentazione dell’autopsia sull’orsa F36 fornita era quella di un altro esemplare di plantigrado? È l’ipotesi emersa nelle ultime ore ed ha preso piede al punto tale da costringere la Provincia ad intervenire sulla vicenda. C’è stato un errore? Sì, ammette Piazza Dante, salvo poi sottolineare che non vi era alcuna intenzione di “indurre la magistrature tracce fuorvianti”.

Ma che cosa è successo, esattamente? In una nota diramata dalla Provincia, il Servizio Faunistico fa il punto sulla situazione.

Il caso F36

A luglio dello scorso anno, l’orsa attacca due cacciatori a Roncone, mentre meno di una settimana dopo (il 6 agosto), F36 si rende protagonista di un falso attacco a una coppia di escursionisti a Sella Giudicarie. Morale della favola: orsa catturata, le viene applicato il radiocollare e il 29 agosto torna libera.

Ma per poco, perché il 7 settembre scatta il decreto di abbattimento, poi sospeso dal Tar di Trento, con la Provincia che lo modifica in ordine di cattura. Tuttavia, F36 non verrà mai catturata, perché il 27 settembre 2023 verrà trovata morta in val Bondone.

Dall'attacco alla morte: tutto quello che sappiamo su F36

“Il 25 ottobre 2023 il Tar ha infine dichiarato l’improcedibilità dei ricorsi proposti dalle associazioni animaliste contro la rimozione dell’animale, alla luce della sua morte. Il 19 febbraio 2024 era stato comunque presentato appello al Consiglio di Stato e dunque la Provincia ha depositato la documentazione in proprio possesso il 30 maggio, tra cui quella relativa all’esame autoptico di un esemplare diverso da F36” spiega la nota provinciale.

Il problema, quindi, sta qui. La Provincia ammette l’errore, definendolo “un errore materiale compiuto evidentemente in buona fede, dato che l’amministrazione non è ancora entrata in possesso della documentazione relativa agli esami necroscopici compiuti sull’animale dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, come peraltro riportato anche nel Rapporto Grandi carnivori 2023 di recente pubblicazione”.

Una vicenda che, mai come in questo momento, si può definire in tanti modi, fuorché chiusa.

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