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Emergenza cinghiali, l'assessora provinciale Zanotelli a Roma

In Trentino solo nei primi quattro mesi del 2022 si sono registrati 324 abbattimenti

Si è svolta oggi, giovedì 14 luglio, a Roma, nella sede della Conferenza delle Regioni, un incontro convocato dalla commissione Politiche agricole. Per il Trentino ha partecipato l'assessora provinciale all’Agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli.

I principali problemi legati alla presenza del cinghiali sono la devastazione dei terreni che sta compromettendo diversi raccolti con danni economici per l’agricoltura italiana, la diffusione della peste suina africana, la sicurezza dei cittadini (minacciata sempre più dalla presenza dei cinghiali anche nei centri abitati o nei luoghi turistici e dalla frequenza di incidenti stradali) e le ricadute negative sul turismo.

Gli assessori regionali e provinciali hanno sollecitato il Governo per modificare la normativa di settore che consentirebbero di contenere il fenomeno anche con azioni temporanee.

Nel caso della Provincia autonoma di Trento, in realtà, le modifiche normative non sarebbero determinanti in virtù di una disciplina diversa relativa al controllo della fauna selvatica. L'assessora Zanotelli ha però comunque espresso il proprio pieno appoggio alle altre regioni, condividendone le richieste.

Anche il Trentino, infatti, ha detto Zanotelli, deve fare i conti con "le difficoltà della gestione e del contenimento della specie e i danni gravi all'agricoltura, per non parlare del problema sanitario dovuto alla diffusione della peste suina africana che, se dovesse giungere anche in Trentino, avrebbe ricadute gravissime sia sul settore suinicolo che su quello turistico in generale, per i divieti e i severi limiti che la presenza di un'area infetta arreca ai territori interessati".

In provincia l'accordo con l'associazione cacciatori trentini ha portato a un aumento degli abbattimenti di cinghiale rispetto agli anni passati: solo nei primi quattro mesi del 2022 se ne contano 324, mentre nello stesso periodo del 2021 erano stati 132 (un aumento del 59 per cento, 960 abbattimenti in totale in tutto l'anno).

Sul fronte della peste suina, invece, è dal novembre 2020 che in provincia è attivo il tavolo per la prevenzione della diffusione di questa malattia, composto dal direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, dal dirigente generale del dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, del servizio Faunistico, del dipartimento Agricoltura, del dipartimento Salute e politiche sociali, nonché dal presidente dell’associazione cacciatori trentini.

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