Sabato, 25 Settembre 2021
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Eccidio di Malga Zonta, onorata la memoria delle persone fucilate il 12 agosto del '44

Ianselli: "È nostro dovere ricordarli questi uomini male armati che hanno osato opporsi al nazifascimo e affrontare le SS in nome di qualcosa di più grande delle loro vite: la libertà, la giustizia, la democrazia, che non avevano mai sperimentato e che pure hanno voluto lasciare a noi in custodia"

Seppure anche quest'anno in forma ridotta con alcune limitazioni per le regole dettate dall'emergenza Covid, si è svolta nella mattinata di Ferragosto la tradizionale cerimonia per commemorare l'eccidio nazifascista di Malga Zonta quando nella notte del 12 agosto 1944 furono fucilate 18 persone, di cui 15 partigiani e tre malgari. Anche la Giunta provinciale di Trento, numerose amministrazioni comunali con Trento e Rovereto in testa, associazioni combattentistiche e d'arma e partigiani si sono dati appuntamento sul luogo della strage per non dimenticare uno dei più gravi fatti di sangue verificatisi in Trentino durante la seconda Guerra Mondiale. Dopo la deposizione delle corone d'alloro e gli onori militari si sono succeduti vari interventi che hanno messo in evidenza l'importanza di non perdere la memoria di questa strage a beneficio delle generazioni future.

Le vittime di Malga Zonta, è stato ricordato in una nota, avevano molti elementi in comune tra loro: innanzitutto era giovani, meno di 24 anni e due non avevano ancora compiuto i 18 anni. Appartenevano al popolo ed erano accomunati dal rifiuto di quelle guerre volute dal fascismo che aveva spedito intere generazioni in Albania, in Francia, nel nord Africa, in Grecia, in Russia. Che aveva portato, come ulteriore drammatica conseguenza, 600 mila militari italiani internati nei lager nazisti oltre ai tantissimi fatti prigionieri dagli alleati. Ricordare il loro sacrificio è capire perché e come è nata la nostra Costituzione.

"Eterni ragazzi da ricordare"

"Erano per lo più ragazzi - ricorda il sindaco di Trento, Franco Ianeselli -. Qualcuno dei 17 (14 partigiani e 3 civili) non raggiungeva neppure i vent'anni, il più vecchio era un malgaro di cinquanta. La loro morte per fucilazione, nell'agosto del 1944 a malga Zonta, ci riporta a un tempo in cui anche il Trentino era un campo di battaglie feroci. È nostro dovere ricordarli questi uomini male armati che hanno osato opporsi al nazifascimo e affrontare le SS in nome di qualcosa di più grande delle loro vite: la libertà, la giustizia, la democrazia, che non avevano mai sperimentato e che pure hanno voluto lasciare a noi in custodia. Un tempo confine, per anni zona di conflitti e infine base militare, oggi malga Zonta aspira a diventare un parco della pace e della memoria. Anche in nome dei 17 fucilati di 77 anni fa, nel nostro ricordo eterni ragazzi che meritano la nostra riconoscenza e che ci chiedono di rinnovare, oggi e ogni giorno, il nostro impegno in difesa dei valori democratici".

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