Coronavirus e Dpcm: una via trentina per scuola e ristorazione

Le rassicurazioni del presidente Fugatti durante la conferenza stampa di domenica 25 ottobre

Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti

Durante la conferenza stampa tenutasi domenica 25 ottobre pomeriggio in diretta sulla pagina Facebook della Provincia autonoma di Trento, il presidente Maurizio Fugatti, dopo che l'assessore Stefania Segnana ha comunicato i dati riportati nel report quotidiano di Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari), riferendosi alle nuove direttive contenute nel nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri), ha affermato che sono in corso approfondimenti per consentire un maggior respiro sia sul fronte della didattica come pure su quello di attività economiche quali ristoranti e bar.

«Premesso che ogni decisione è stata finora presa sulla base di una "diagnosi" continuamente aggiornata della situazione epidemiologica da parte dei nostri esperti sanitari - afferma Fugatti - abbiamo ragione di ritenere che per il momento in Trentino possono continuare le lezioni a scuola così come fatto finora, senza applicare la didattica a distanza e continuando ad osservare tutte le misure di sicurezza finora adottate. Miglioreremo ulteriormente il servizio del trasporto scolastico, con l'obiettivo di diminuire la portata degli autobus, tenuto conto però che stiamo facendo il massimo con i mezzi pubblici e privati disponibili».

Forte di un confronto anche con la Provincia di Bolzano, Fugatti ha aggiunto: «Analizzando il Dpcm riteniamo possano esserci margini per consentire di tenere aperti ristoranti fino alle 22 ed i bar fino alle 20 anziché le 18 previste dal decreto nazionale. Abbiamo posto particolare attenzione ai protocolli sanitari e non c'è ragione di non ritenerli efficaci a cena, se per il pranzo vanno bene. Oltretutto già ieri, assieme agli altri presidenti di Regione, abbiamo fatto presente al Governo che precludere il pasto serale significa di fatto costringere alla chiusura la maggior parte degli esercizi».


Il presidente è intervenuto inoltre sul tema delle aperture degli impianti sciistici: «Prendiamo atto con soddisfazione che le nostre osservazioni sono state recepite dal Governo, che in una prima bozza prevedeva da subito la chiusura. Ora c'è una mediazione ragionevole che ci vede già impegnati con le altre regioni simili alla nostra per adottare specifici protocolli che possano consentire di svolgere le attività in sicurezza. Naturalmente se la curva dei contagi non dovesse imporre ulteriori restrizioni».

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