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Venerdì, 30 Settembre 2022
Caro vita

Mangiare avanzi per risparmiare è sempre più frequente tra gli italiani

"Doggy bag" sdoganata per 4 italiani su 10 che portano a casa gli avanzi del pranzo al ristorante

Le "doggy bag" oggi sono richiestissime tra chi avanza cibo al ristorante, ma non come avveniva in passato. Inizialmente destinate ai cani come "regalo" al rientro da un pranzo o una cena, ora il doggy bag serve a contrastare i morsi del caro vita. Provati dai rincari energetici ma anche spinti dalla necessità di ridurre gli sprechi, salgono a quasi 4 su 10 (39%) gli italiani che portano a casa gli avanzi del ristorante con la cosiddetta "doggy bag", il contenitore per recuperare il cibo non consumato ed evitare così che venga buttato. Il 90 per cento dei clienti che chiedono la doggy bag poi mangiano i loro avanzi nei giorni successivi.

L'indagine Coldiretti/Ixé fotografa come la crisi causata dai rincari energetici stia cambiando le abitudini dei cittadini. Una svolta evidente con il numero delle persone che non lascia gli avanzi nel piatto quando va a mangiare fuori è, infatti, praticamente raddoppiato nel giro di meno di dieci anni.

Con l'inflazione che ad agosto 2022 ha raggiunto il record dal 1985 e i beni alimentari in aumento del 10,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente - rileva Coldiretti -, per molte famiglie è diventato indispensabile ridurre al massimo gli sprechi. Una situazione che spinge così sempre più persone a superare l'imbarazzo e chiedere di portare via quanto rimasto sul piatto per consumarlo successivamente tra le mura domestiche. Dall'analisi Coldiretti/Ixè si evidenzia però che il 17% la richiede solo raramente mentre il 12% degli italiani ritiene che sia da maleducati, da poveracci e volgare o si vergogna comunque a richiederla. Infine c'è anche un 22% degli italiani non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori mentre il resto non li chiede perché non sa che farsene.

La doggy bag è spinta anche da una nuova sensibilità verso la riduzione degli sprechi alimentari, oggi resa tanto più necessaria dalla crisi economica, adottando strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, fino alla spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più secondo l'indagine Coldiretti/Ixe'.

Di fronte a questa nuova esigenza - riferisce la Coldiretti - la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. Un servizio nei confronti del cliente che ha un costo per ristoranti e agriturismi considerato i rincari che devono affrontare dall'energia alla carta da asporto con le buste per il confezionamento e la conservazione degli alimenti che cominciano addirittura a mancare. "Come per il gas anche e soprattutto nell'alimentare l'Italia deve intervenire sui costi energetici per difendere la propria sovranità alimentare tagliando i costi energetici per salvare aziende e stalle e scongiurare il rischio concreto di un crack nazionale" conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Fonte: Today

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