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Divieto di consumo al banco, gli esercenti: "Un paradosso giuridico e sanitario"

L'Associazione esercenti del Trentino definisce il divieto "incomprensibile" e chiede un intervento del Ministero dell'Economia

Divieto di consumare al banco "incomprensibile" per gli esercenti trentini, che contestano l'interpretazione giuridica del Dl "Riaperture" contenuta in una circolare del 24 aprile del Ministero dell'Interno. "Si tratta di un’interpretazione che nessuno si aspettava considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo, esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio" si legge nella nota dell'associazione di categoria firmata dalla presidente Fabia Roman.

L'Associazione pubblici esercizi del Trentino parla di un "paradosso", non solo giuridico ma anche sanitario: stando così le regole la consumazione all'interno potrà avvenire al tavolo dal 1° giugno, ma al bancone solamente dal 1° luglio. Una situazione paradossale dato che il consumo al baco solitamente è molto più veloce e riduce dunque la permanenza del cliente all'interno del locale. 

«È un attacco al modello di offerta del bar italiano - dichiara Fabia Roman - che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo ingiustificato anche sotto il profilo scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto».

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