"No ad un presidente volgare al Mart": in 18mila firmano per le dimissioni di Sgarbi

La richiesta è nata dopo che il critico d'arte ha diffuso un video in cui negava la pericolosità del coronavirus

(Foto da Wikipedia e Fb/Vittorio Sgarbi)

Dopo che il presidente del Mart di Rovereto Vittorio Sgarbi ha diffuso un video in cui sosteneva che il coronavirus di potesse curare 'con un tè caldo', offendendo virologi e alte cariche dello Stato, una petizione online sta chiedendo le sue dimissioni. E a firmarla al momento sono state più di 18mila persone.

"In tempi così colmi di volgarità - si legge sul noto sito change.org - è giunto il momento di dire basta! La cultura ha il compito di prendere posizione denunciando il degrado della dialettica istituzionale che si sta imponendo sempre di più fra i ruoli cardine anche culturali". In seguito alla pubblicazione del video di Sgarbi, in cui il Covid-19 veniva da lui definito il "virus del buco di c**", a chiedere le sue dimissioni come presidente del Mart erano stati gli stessi dipendenti del museo, esprimendo il desiderio di avere un direttore e "una programmazione certa, di medio e lungo periodo, attualmente disattesa", come si leggeva in una lettera inviata alla Provincia.

"Il museo Mart va tutelato - continua la petizione online, che punta alle 25mila firme - come vanno tutelati tutti i ruoli istituzionali culturali e sociali della nostra nazione. Le parole non devono essere usate come pietre! No ad ogni forma di linguaggio offensivo!". E di offese il video di Sgarbi era pieno: i medici esperti in virologia Roberto Burioni e Fabrizio Pregliasco venivano definiti dei "santoni del c**" e ad essere insultato era anche il premier Giuseppe Conte.

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Nel frattempo il critico d'arte ha pubblicato un altro video in cui sostanzialmente ritratta la propria posizione, attribuendone la colpa delle sue parole a Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'Università di Genova e direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino, che avrebbe sentito in televisione convincendosi dell'innocuità del coronavirus. A chiedere le dimissioni di Sgarbi dopo la pubblicazione del filmato, che tra le altre cose incitava gli italiani ad andare a fare turismo a Codogno, erano stati anche Casa delle donne di Rovereto, Osservatorio Cara Città, Se Non Ora Quando Trentino e Partito Autonomista Trentino Tirolese. Più Europa Trento, inoltre, l'aveva criticato chiedendo che venisse fatta chiarezza su quanto costava ai trentini.

"Chiediamo - conclude la petizione - che sia rispettato il ruolo di presidente del Mart di Rovereto il quale, fra i molti ruoli, ha anche la responsabilità di tutelare l'istituzione museale e il suo ruolo sociale-culturale dimostrando un comportamento degno, corretto, ed etico del prestigioso incarico ricoperto". 

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