Sabato, 23 Ottobre 2021
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Sicurezza sul lavoro, è atteso il decreto. La Cgil: "Il tempo stringe, non possiamo esser colti impreparati"

Grosselli: "Bisogna che le risorse derivanti dalla sanzioni comminate alle imprese e che oggi finiscono nel bilancio dell’Azienda Sanitaria siano messe in un apposito capitolo di bilancio dedicato alla sicurezza"

Troppi i morti e gli infortuni sul lavoro, il decreto del governo Draghi è atteso e dovrebbe arrivare a breve. Il provvedimento non sarà totalmente risolutivo, ma da Today spiegano che sarà un tentativo di fermare la strage quotidiana sul lavoro andando a lavorare sull’approccio delle istituzioni. Serve maggiore sicurezza, a livello nazionale così come in Trentino dove, solo tra settembre e ottobre sono stati due i decessi sul lavoro e diversi gli infortuni. È tempo di costruire prassi e procedure per garantire sicurezza e lavoro preservando la vita di ogni lavoratore. Le istituzioni nazionali e locali devono rafforzare le verifiche, i controlli, le ispezioni nei luoghi di lavoro: lo chiedono i sindacati. Il decreto è solo un primo passo, per quanto importante.

Le novità del nuovo decreto

Il decreto interviene con modifiche e assestamenti del Testo unico sulla sicurezza del lavoro per “incentivare e semplificare  - è quel che si legge nella bozza di testo -l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro ed il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche". Previsto quindi un "ampliamento delle competenze ispettive dell’Ispettorato nazionale nell’ambito della materia della salute e sicurezza del lavoro, così da consentire un maggior presidio, su tutto il territorio nazionale, sul rispetto della relativa disciplina. Le modifiche prevedono, inoltre - continua il testo - un accentramento in capo all’Ispettorato del coordinamento dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro svolta a livello provinciale". Si tratta, in sostanza, della volontà di mettere a sistema e armonizzare le attività delle Asl, innanzitutto con la previsione di almeno due riunioni all’anno del comitato regionale, convocate direttamente dall’Ispettorato.

Non verranno più tollerate negligenze sulla vigilanza dei macchinari.Il decreto nel prossimo Consiglio dei ministri

Il decreto dovrebbe essere varato dal prossimo Consiglio dei ministri. Previste pene immediate e più severe: sospensione dell'attività per le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza e l'arresto fino a sei mesi per gli imprenditori che non si mettono in regola. Le aziende sorprese da un'ispezione con il 10% degli addetti senza regolare contratto presenti sul luogo di lavoro rischiano lo stop. Al momento la chiusura scatta solo con il 20% dei lavoratori irregolari e solo in caso di "gravi e reiterate violazioni". Nel periodo di sospensione, l'impresa dovrà continuare a pagare gli stipendi e potrebbe non poter partecipare a gare pubbliche.

Intervenire è importante, la Cgil: "Il tempo stringe"

"Attendiamo con urgenza il nuovo decreto del Governo e ci auguriamo che contenga risposte significative sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro - commenta  Andrea Grosselli, segretario generale della Cgil del Trentino  -. Il tempo stringe anche perché in Italia come in Trentino con i soldi di Next Generation Eu e i progetti del Pnrr si intensificheranno appalti e investimenti e non possiamo esser colti impreparati né pensare che la ripresa avvenga a scapito della sicurezza. In tal senso tutte le misure che il Governo potrebbe mettere in campo, dall’intensificazione dei controlli, all’aumento delle sanzioni fino alla patente a punti per le aziende vanno nella giusta direzione".
Non solo un intervento statale, la Cgil del Trentino spinge verso un intervento in più, anche quello provinciale, fatto di prevenzione e di formazione, oltre che di controlli. Servono risorse per portare la rivoluzione e il sindacato propone anche da dove attingere.  "La nostra richiesta anche a livello provinciale è rafforzare i controlli e aumentare le azioni di prevenzione e formazione. Per fare ciò servono maggiori risorse, sia per potenziare gli organici degli enti ispettivi, sia per mettere in campo maggiori iniziative - prosegue Grosselli -. Maggiori risorse servono anche per la contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, per accrescere il numero di Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e accrescerne l’agibilità, oggi limitata. Allo stesso tempo bisogna che le risorse derivanti dalla sanzioni comminate alle imprese e che oggi finiscono nel bilancio dell’Azienda Sanitaria siano messe in un apposito capitolo di bilancio dedicato alla sicurezza".
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