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Green pass obbligatorio: cosa può andare storto il 15 ottobre

Draghi sta per firmare in queste ore le linee guida messe a punto dal ministero della Pubblica amministrazione per il rientro degli statali ma anche un Dpcm ad hoc

Manca pochissimo ormai, il nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che porta un'altra rivoluzione nelle case degli italiani arriverà venerdì 15 ottobre e segna una linea molto forte, dietro alla quale rimarranno i lavoratori che non saranno muniti di certificazione. Il premier Mario Draghi sta per firmare le linee guida messe a punto dal ministero della Pubblica amministrazione per il rientro degli statali e un Dpcm ad hoc. Dubbi dipanati, dunque: come in passato, le direttive arriveranno sotto forma di Dpcm in cui saranno contenuti obblighi, divieti, raccomandazioni e indicazioni dei controlli per i possessori del Green Pass, sia nell'ambito della pubblica amministrazione che per le aziende. Un'assenza ingiustificata verrà segnata ai dipendenti che non esibiranno la certificazione verde all’ingresso del luogo, con relativa sospensione dello stipendio, ma senza perdere l'impiego. Questo dettaglio ha fatto infuriare l'animo del segretario generale provinciale della Uil Trasporti in Trentino, Nicola Petrolli, che ha definito i dettagli della Nota di Servizio dell'azienda Trentino Trasporti, uno "scempio offensivo". Partono così a metà ottobre nelle aziende i controlli giornalieri a tappeto o a campione, ma mai sotto il 20%, con totem o personale dedicato. Attualmente, per poter verificare il Green pass occorre utilizzare l'applicazione "Verifica C19", che si trova disponibile sugli store.

Il Green pass servirà anche nel 2022?

Salvo eventuali altre proroghe, lo stato di emergenza scadrà il 31 dicembre del 2021, sulla necessità di avere una valida certificazione per accedere a determinati luoghi, non ha invece una scadenza, al momento. Il sottosegretario Andrea Costa, ha annunciato che le novità potrebbero arrivare soltanto nel 2022. "Sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l'attuale applicazione del green pass con l'inizio del nuovo anno se i dati dell'epidemia di Covid-19 continueranno a mostrare un trend di miglioramento, ma una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine".

Una revisione del green pass "potrebbe significare mantenere l'attuale carta verde per alcune circostanze e non per altre. Mentre ora siamo di fronte ad una applicazione totale del green pass, si potrebbe passare ad una sua applicazione parziale", dice Costa. Dunque, "se l'andamento dell'epidemia di Covid-19 continuerà ad essere positivo, è ragionevole pensare che con l'anno nuovo ci potrà essere una revisione delle misure e anche del green pass, che potrà dunque essere ridotto nella sua applicazione". A tal fine, ha concluso, cruciale sarà proprio la valutazione dell'andamento epidemico che "dovrà essere fatta a fine anno. Davanti a noi, pertanto, abbiamo ancora due mesi che si dimostreranno decisivi".

Per il green pass "resta ovviamente la validità di 12 mesi, a partire dalla data di somministrazione della terza dose per chi la farà o della seconda dose per chi non rientra nelle categorie indicate per il richiamo. Rispetto poi alla scadenza del green pass per gran parte della popolazione, abbiamo comunque davanti un ragionevole tempo per valutare quello che sarà il quadro, augurandosi che da qui a pochi mesi il green pass magari non serva più perchè siamo usciti dalla pandemia", continua Costa. "La scadenza dei green pass, che per la gran parte avverrà a 2022 inoltrato, è cioè un problema per il quale - ha chiarito - abbiamo sufficiente tempo davanti che ci consentirà di affrontarlo ed eventualmente trovare soluzioni. Non siamo in altre parole davanti a un problema imminente".

Cosa aspettarsi venerdì mattina

Il 15 ottobre è ormai una data centrale per molti. La domanda è: cosa accadrà realmente? Su 3,3 milioni di lavoratori senza vaccino, quanti riusciranno a procurarsi la certificazione da tampone? Da settimane ormai, già dall'estate, i laboratori di analisi e le farmacie segnalavano una saturazione in questo senso. Come riporta Today, Domenico Pianese, segretario del Coisp, avverte: "La Polizia di Stato conta 80 mila vaccinati e 18 mila poliziotti che non hanno potuto o voluto vaccinarsi e che saranno obbligati a fare i tamponi ogni 48 ore. La Polizia ha 1.300 siti in Italia in cui si devono organizzare i controlli: è inaccettabile che a 3 giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass per i luoghi di lavoro, non siano state ancora emanate le linee guida". Molte imprese e qualche associazione territoriale chiedono la proroga e la spesa dei tamponi totalmente a carico dello Stato, una strada molto difficile da percorrere.

"Non si può azzerare lo stipendio di chi deve pagare il mutuo o l’affitto e comprare i libri per i bambini. Persino ai condannati per truffa in passato è stato garantito un minimo di stipendio" dice a Repubblica Sandro Colombi, segretario generale Uilpa, che lancia un appello per "stemperare le tensioni e ricucire le divisioni sociali. Noi chiediamo che venga salvaguardata una parte più alta possibile della retribuzione".

Green Pass nel settore privato: chi è esentato

Entrambi i settori, pubblico e privato, vengono toccati dal nuovo provvedimento. Il decreto legge 127/2021 stabilisce che da venerdì 15 ottobre potrà accedere al luogo di lavoro, pubblico o privato che sia, solo chi possiede la certificazione verde Covid-19. L’obbligo coinvolge tutti gli ambienti: aziende, esercizi pubblici, negozi, studi professionali; e tutti i fruitori di quegli spazi: dipendenti, collaboratori autonomi, appaltatori, consulenti, titolari di ditte individuali, tirocinanti, stagisti, formatori e persino volontari, come espressamente dispone il decreto, che fa riferimento anche a chi lavora "sulla base di contratti esterni".

Sono esentati dal Green Pass coloro che sono esentati dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Tante difficoltà senza Green pass

La vita si complica senza la certificazione verde Covid19. Sarà difficile spostarsi in Italia, tra regioni, in aereo o su treni ad Alta Velocità, anche se un accenno è stato già vissuto in estate, quando molti sono ricorsi ai tamponi per fare le vacanze. Non viene però richiesto il Green pass per il trasporto pubblico locale: autobus, treni regionali, bus locali, taxi, car sharing. Nei locali, impossibile accedere alle sale al chiuso, niente palestra, niente piscina. Se fino a oggi la presenza di tavoli all'aperto e il clima ancora estivo hanno mascherato almeno in parte i disagi per chi non è vaccinato o non si è sottoposto di recente a un tampone, da venerdì 15 ottobre la stretta sarà più evidente.

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