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Covid, una data da segnare in calendario: 20 gennaio 2021

Senza un nuovo aumento di contagi intorno a quel giorno si potrebbe ragionare su aperture più estese, ad esempio anche per gli impianti sciistici. Anche il picco influenzale quest'anno è previsto per la metà del primo mese dell'anno nuovo

Tante le tematiche che avvolgono l'Italia per questo ultimo mese che sta arrivando per chiudere un anno surreale, quello del 2020. L'anno del «tutto annullato» e dei locali chiusi, dei teatri deserti e della vita tra mascherine, distanze e gel igienizzante. A fine novembre la discussione si è infiammata intorno a una nuova crisi, che si aggiunge a tutte le altre che l'Italia intera ha vissuto nell'anno del Covid: gli impianti sciistici che pare abbiano davvero poche possibilità di riaprire, o almeno fino a fine 2020. 

Come riporta Today, però, la vera "riapertura" dell'Italia potrebbe avvenire dopo la seconda metà di gennaio del 2021. Sarebbe ad esempio ipotizzabile una graduale apertura alle vacanze sugli sci solo e soltanto senza un nuovo picco di contagi dopo il 20 gennaio. Sono le interpretazioni sulla bozza delle linee guida sulle festività in arrivo dettate dagli esperti del Comitato tecnico scientifico al governo per impostare il Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che sostituirà il testo in scadenza il 3 dicembre. Proprio in questi giorni infatti prende forma il Dpcm 4 dicembre con le regole per il prossimo.

Indicazioni molto chiare filtrano per ora, sottolinea oggi il Messaggero, che rispondono al «consueto principio di massima precauzione e che riguarderanno, come precisa il Cts (Comitato tecnico scientifico), anche le regioni gialle». «Da parte nostra ci sarà pochissimo spazio alle deroghe rispetto alle misure attuali perché se si inizia a fare eccezioni diventa il caos», aggiungono gli esperti. Le raccomandazioni rimangano le stesse: «Prima di iniziare a cambiare il modo con cui si pensa all'emergenza bisogna aspettare almeno due settimane dopo l'Epifania». Per il 20 gennaio infatti si teme un nuovo picco. «Se quel picco non dovesse presentarsi, ad esempio si può ragionare sul riaprire gli impianti sciistici».

Curiosamente, il 20 gennaio è una data cerchiata in rosso sul calendario anche in Francia. Per tornare a sedersi ai tavoli di bistrot o cenare nei ristoranti di tutto il paese bisognerà invece attendere almeno fino al 20 gennaio, sempre che la situazione sanitaria lo permetta. Per questa terza tappa potrebbero riaprire anche le palestre, secondo quanto annunciato a fine novembre dall'Eliseo: è dal 20 gennaio che si potrà tornare a una vita "quasi normale" in caso di dati positivi.

La seconda ondata del virus sta avendo conseguenze sanitarie rilevantissime in tutta Europa. Affrettare le riaperture nei giorni delle feste di fine anno potrebbe essere un rischio che nessun Governo del avrebbe intenzione, comprensibilmente, di prendere. Se ne riparlerà nel 2021, e due settimane dopo la fine del periodo di festività, tutto sarà (forse) molto più chiaro.

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