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L'aggiornamento

Covid, numeri in calo nell’ultimo monitoraggio: cosa succede ora

Gimbe: “Quarta dose per quasi 13 milioni di over 60 e fragili scoperti: rischioso aspettare, farla subito con qualsiasi vaccino disponibile”

Numeri in discesa nell’ultimo report sul monitoraggio dell’andamento del contagio da covid, pubblicato dalla Fondazione Gimbe, che riguarda il periodo dal 31 agosto al 6 settembre. Nella provincia autonoma di Trento, durante la settimana presa in esame, si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (541) e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi (-8,8%) rispetto alla settimana precedente. Sopra media nazionale i posti letto in area medica (11,2%) e in terapia intensiva (2,2%) occupati da pazienti COVID-19.

La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino in Trentino è pari al 8,7% (media Italia 9,7%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 1,9%. La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari a 12,7% (media Italia 10,9%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni guarita da meno di 120 giorni, che non può ricevere la terza dose nell'immediato, pari al 3,7%. Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 20,7% (media Italia 17,7%).

La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale è pari 31,8% (media Italia 35,1%) a cui aggiungere un ulteriore 3,1% (media Italia 3,3%) solo con prima dose. I nuovi casi per 100.000 abitanti dell'ultima settimana per la provincia di Trento sono pari a 329 (-8,8% rispetto alla settimana precedente). “Il numero dei nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si attesta intorno a quota 124 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 17 mila casi al giorno. Da metà agosto, la curva è sostanzialmente in una fase di plateau con lieve andamento discendente negli ultimi giorni“.

Reinfezioni

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-31 agosto 2022 sono state registrate in Italia oltre 1,02 milioni di reinfezioni, pari al 5,9% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 17-23 agosto è del 14% (n. 25.138 reinfezioni), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente (12,9%).

Vaccini: quarta dose

Secondo quanto disposto dalla Circolare del Ministero della Salute dell’11 luglio 2022, la platea di persone candidate a ricevere il secondo richiamo (quarta dose), da effettuare dopo almeno 120 giorni dalla terza dose (primo richiamo) o dall’infezione post terza dose, è di oltre 17,1 milioni di persone, di cui più di 1,89 milioni non eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 2,3 milioni che l’hanno già ricevuto: sono dunque quasi 13 milioni le persone che dovrebbero riceverlo subito. Al 7 settembre (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 2.323.573 quarte dosi, con una media mobile di 10.656 somministrazioni al giorno (settimana 31 agosto-6 settembre), in calo rispetto alle 12.652 della scorsa settimana (-15,8%). In base alla platea ufficiale (n. 17.140.056 di cui 5.480.919 della fascia 60-69 anni, 4.425.006 della fascia 70-79 anni, 3.691.879 di over 80, 3.454.153 pazienti fragili e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 27 luglio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 17,7% con nette differenze regionali: dal 6,6% della Provincia Autonoma di Bolzano al 33,7% del Piemonte.

“In contrasto con le raccomandazioni degli organismi internazionali di sanità pubblica - commenta Cartabellotta -, l’Esecutivo in carica non ha ad oggi predisposto alcun piano di preparazione per il prossimo autunno-inverno. Peraltro, il monitoraggio indipendente sulle proposte dei partiti relative alla sanità realizzato dalla Fondazione Gimbe, documenta che la gestione della pandemia e della campagna vaccinale rimangono ai margini delle proposte elettorali. Il rischio è di trovarsi, per l’ennesima volta, in piena stagione autunnale ad inseguire il virus compromettendo la salute delle persone più fragili e generando ritardi nell’assistenza sanitaria ordinaria”.

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