Lunedì, 15 Luglio 2024
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Covid, Gimbe: "Migliora la situazione, ma campagna vaccinale in stallo"

Il monitoraggio della fondazione sull'andamento di contagio, ospedalizzazioni e vaccini della settimana tra il 30 marzo e il 5 aprile

Migliora la situazione legata al contagio da coronavirus in Trentino, secondo l'aggiornamento della fondazione Gimbe del 7 aprile. Nella settimana dal 30 marzo al 5 aprile si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (723) e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi (-8,3%) rispetto alla settimana precedente. Sotto media Italia i posti letto in area medica (11,4%) e in terapia intensiva (3,3%) occupati da pazienti Covid-19.

La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 82,9% (media Italia 84%) a cui aggiungere un ulteriore 2,8% (media Italia 1,6%) solo con prima dose. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 82,4% (media Italia 83,5%). Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 4,4% (media Italia 8,2%). La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale è pari 30,4% (media Italia 33,8%) a cui aggiungere un ulteriore 3,1% (media Italia 3,7%) solo con prima dose. L'elenco dei nuovi casi per 100mila abitanti dell'ultima settimana per la provincia di Trento è di 492 (-8,3% rispetto alla settimana precedente).

"Dopo la stabilizzazione della scorsa settimana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - i nuovi casi settimanali si attestano a quota 469 mila, con una riduzione del 6,9% e una media mobile a 7 giorni che scende intorno ai 68 mila casi. Rimane tuttavia molto difficile fare previsioni, sia per l’eterogeneità delle situazioni regionali, sia perché in alcune grandi regioni del nord iniziano ad intravedersi segnali di risalita".

Un punto importante sulle ospedalizzazioni. "È importante rilevare - commenta Cartabellotta - che il quadro dei pazienti ospedalizzati è notevolmente mutato negli ultimi 6 mesi, sia per effetto delle coperture vaccinali e relativi booster, sia per la progressiva sostituzione della variante delta con quella omicron, più contagiosa, ma meno severa".

In particolare, se a fine ottobre veniva ricoverato il 3,22% degli attualmente positivi in area medica e lo 0,47% in terapia intensiva, oggi queste percentuali sono crollate rispettivamente allo 0,78% ed allo 0,04%. Inoltre, se il recente rialzo dei casi ha determinato in tre settimane un incremento di oltre 2.000 posti letto in area medica, in area critica al momento si osserva un plateau. "Questo dimostra che si è ridotto in maniera rilevante il numero di pazienti Covid -19 ospedalizzati per polmonite severa che richiedono un ricovero in terapia intensiva - continua il presidente - mentre vengono ospedalizzati soprattutto anziani con patologie multiple che possono essere assistiti nei reparti ordinari".

Che la campagna vaccinale abbia subito una battuta d'arresto ormai è certo. "Tutti i dati confermano che la campagna vaccinale si è ormai fermata - sottolinea il presidente - nonostante 4,35 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2,55 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato incrementi davvero esigui". Tra il 6 marzo e il 5 aprile le coperture con almeno una dose segnano un esiguo +0,1 passando da 85,5% a 85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,4 punti percentuali passando da 83,6% a 84%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono a rilento con incrementi pari rispettivamente a 2,4 e 6,3 punti percentuali (rispettivamente 81,1% vs 83,5% e 1,9% vs 8,2%) nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile.

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