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Covid, zone e restrizioni: cosa succederà dopo Pasqua?

La classificazione a colori con le quattro fasce è stata confermata dal ministro della Salute Speranza. Dopo il decreto 30 del 13 marzo, dovrebbe essere reintrodotta la divisione. Decisioni ancora da prendere in marito agli spostamenti tra le Regioni

Le scadenze si avvicinano anche per il nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri), il primo emanato da Mario Draghi e sono tante le domande su cosa succederà dopo Pasqua con le regole anti-Covid. Il provvedimento emanato da Draghi lo scorso 2 marzo e il successivo decreto varato una decina di giorni dopo per contrastare l’esplosione della terza ondata e al tempo stesso disporre nuove restrizioni per le festività, hanno entrambi scadenza il 6 aprile, il giorno dopo Pasquetta. Nello specifico, il decreto legge n.30 del 13 marzo 2021 stabilisce che "dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e  nella  giornata  del  6  aprile 2021, nelle regioni e Province autonome di Trento  e  Bolzano i cui territori si collocano in zona gialla" si applicano le misure stabilite per la zona arancione, mentre nei giorni del 3, 4 e 5 aprile sull’intero territorio nazionale restano in vigore le regole previste per quella rossa. Non essendoci più zone gialle, lo stop agli spostamenti è stato implicitamente confermato almeno fino al 6 aprile, compreso.

Con il Dpcm del 2 marzo il governo ha invece disposto una stretta a partire dalla chiusura delle scuole nelle aree rosse e arancioni e anche in quelle gialle in cui sarà superata per una settimana la soglia dei 250 infetti ogni 100 mila abitanti.  Anche questo provvedimento resterà in vigore fino al 6 aprile, il martedì dopo Pasqua. 

Continua con il sistema a colori: cosa ha detto il ministro Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato al quotidiano "La Stampa", che il sistema a colori resterà in vigore anche alla scadenza del Dpcm che lo ha reiterato. "La scelta - ha affermato il ministro - è stata confermata dagli ultimi decreti del governo e credo sia la più efficace a rendere le misure proporzionali alla differente situazione epidemiologica dei territori. Per cui sì, sarà confermata". In linea teorica, dopo il 6 aprile si dovrebbe tornare al "vecchio" sistema a colori che prevedeva la divisione in zone rosse, arancioni, gialle e bianche. Ma a questo punto nulla può essere escluso. Quanto agli spostamenti tra le Regioni Speranza ha detto che "dipenderà dal quadro epidemiologico, ma i nostri scienziati confidano che le misure adottate e il numero sempre più ampio di persone immunizzate possano migliorare la situazione in tempi non troppo lunghi". Insomma, la situazione è in divenire e del resto alla scadenza dei decreti mancano ancora più di due settimane.

La speranza nei vaccini

I dati sui contagi sono, come ovvio, l'unico parametro sul quale si apriranno i ragionamenti anche dopo Pasqua. L’Italia divisa tra zone rosse e arancioni dovrebbe portare a una drastica riduzione nel numero dei nuovi casi giornalieri, così come era avvenuto a novembre con la seconda ondata. Anche la campagna vaccinale però potrebbe iniziare a dare risultati in termini di riduzione di ricoveri e decessi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità sta già avvenendo: "Analizzando il numero di casi di infezione da SARS-CoV-2 nella popolazione suddivisa per fascia di età 60-79 anni e >= 80, anni si osserva un andamento molto simile nelle due fasce fino all’inizio di febbraio con una piccola inversione di tendenza nell’ultima settimana" si legge in un report pubblicato ieri dall’Iss sulla base di dati aggiornati al 17 marzo.

Per questo l’Iss si aspetta "un’ulteriore diminuzione del numero di casi e della gravità dello stato clinico in questa fascia di età" già nelle prossime settimane "in risposta all’aumento della copertura vaccinale". Ad oggi il 43,8% degli over 80 ha ricevuto almeno la prima dose, ma solo il 28% ha effettuato anche il richiamo. E soprattutto, come mostra un grafico realizzato dalla Fondazione Gimbe (in basso) le differenze tra Regioni sono ancora molto marcate. Ma potrebbe essere un motivo in più per conservare il sistema a colori anche dopo le vacanze. 

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