Contagio

Monitoraggio, Gimbe: "aumento dei nuovi casi del 38,7%"

Cartabellotta (Gimbe): "Da sei settimane consecutive continuano ad aumentare a livello nazionale i nuovi casi settimanali con una media mobile a 7 giorni più che quintuplicata"

L'ultimo monitoraggio sull'andamento del contagio da coronavirus a novembre, trentino e nazionale, è arrivato. Nella Provincia autonoma di Trento, nella settimana 24-30 novembre, si registra una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (309) e si evidenzia un aumento dei nuovi casi (38,7%) rispetto alla settimana precedente. Sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (9%) e in terapia intensiva (9%) occupati da pazienti COVID-19. La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 75,6% (media Italia 77,1%) a cui aggiungere un ulteriore 4,1% (media Italia 2,6%) solo con prima dose. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 23% (media Italia 31,8%). L'elenco dei nuovi casi per 100.000 abitanti dell'ultima settimana per la provincia di Trento 188.

"Da sei settimane consecutive - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - continuano ad aumentare a livello nazionale i nuovi casi settimanali (+25,1%) con una media mobile a 7 giorni più che quintuplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 12.345 il 30 novembre". L’aumentata circolazione virale è documentata dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 17,1%) (figura 1), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 7,2%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,38%).

In 98 Province l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e in 16 Regioni tutte le Province superano tale soglia: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. In 32 Province si registrano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (635), Bolzano (552), Gorizia (496), Rimini (362), Treviso (342), Forlì-Cesena (321), Padova (321), Venezia (300), Vicenza (298), Aosta (286), Pordenone (252), Ravenna (245), Ascoli Piceno (234), Imperia (233), Udine (219), Bologna (213), Rovigo (213), Belluno (209), Pesaro e Urbino (203), Fermo (200), Ferrara (192), Trento (188), Verona (184), Viterbo (177), Varese (176), Verbano-Cusio-Ossola (164), Cremona (164), Roma (161), Genova (160), Monza e Brianza (157), Ancona (155) e Como (151). 

La situazione in Italia

Qualche dettaglio im più sulla variante Omicron. La Fondazione Gimbe spiega che alla variante B.1.1.529 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha assegnato con il nome di Omicron, classificandola come variante di preoccupazione, per le numerose mutazioni presenti. Tuttavia, ad oggi i dati disponibili non permetterebbero di sapere se, rispetto alla Delta, la variante Omicron possa essere maggiormente trasmissibile, causa una malattia più severa, se è più probabile reinfettarsi e se può ridurre la risposta immunitaria ai vaccini.

"In questa fase d’incertezza - conclude Cartabellotta - bisogna potenziare tutti gli interventi, seguendo il principio della massima precauzione. In particolare, incrementare le attività di sequenziamento condividendo i risultati nel database GISAID, potenziare il tracciamento dei casi e monitorare attentamente le aree con rapido aumento di incidenza. Per la popolazione rimangono fondamentali i comportamenti già noti: vaccinarsi e sottoporsi alla terza dose quando indicata - con massima priorità per anziani e fragili, utilizzare la mascherina negli ambienti chiusi, possibilmente FFP2 se affollati, rispettare il distanziamento sociale e ventilare frequentemente i locali".

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