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Coronavirus, il Trentino diventa zona protetta: cosa non si può più fare

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha chiesto a tutti gli italiani di rimanere a casa per evitare il collasso del sistema sanitario. Evitato ogni spostamento se non per comprovata necessità

Il Trentino, come tutto il resto d'Italia, diventa zona protetta o arancione. A comunicarlo nella serata di lunedì 9 marzo il premier Giuseppe Conte, che ha firmato il nuovo decreto, chiamato 'Io resto a casa'. La decisione è arrivata a causa del numero sempre più alto di contagi - 9172 -  e di decessi  - 463. Per fermare l'epidemia le regole prescrivono a tutti i cittadini di limitare i propri spostamenti fuori e all'interno del territorio a motivi di lavoro, salute o approvvigionamento di alimenti o farmaci.

Cosa non si può più fare

"Non c'è più tempo, servono provvedimenti più duri - ha spiegato Conte - Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità". A partire da martedì 10 marzo anche in Trentino entrano in vigore le norme adottate in Lombardia e nelle 14 province della 'zona rossa'. In particolare, per contenere il contagio, è da evitare qualsiasi spostamento al di fuori del Comune di residenza che non sia giustificato da "ragioni di lavoro, necessità o salute", come ha chiarito il presidente del consiglio. Le scuole di ogni ordine e grado e le università rimangono chiuse.

Sono inoltre vietati gli assembramenti all'aperto o all'interno di locali. Chiuse anche tutte le stazioni sciistiche e  sospese le manifestazioni sportive, compresi tutti i campionati tra cui la Serie A di calcio. Nessun bar o ristorante potrà rimanere aperto dopo le 18. Le misure del decreto 'Io resto a casa' sono valide fino al 3 aprile 2020. Per fare rispettare le nuove regole le forze dell'ordine effettueranno controlli; sarà possibile giustificare i propri spostamenti sottoscrivendo un'autocertificazione che indichi provenienza, destinazione e motivo del proprio viaggio.

Cosa si può fare

È possibile spostarsi per andare a lavorare, fare la spesa o per situazioni di comprovata necessità. I supermercati rimarranno aperti: sono quindi da evitare nel modo più assoluto assalti che rischierebbero di diffondere il contagio; da rispettare le distanze di sicurezza. Non è prevista invece una limitazione ai trasporti pubblici, per i motivi suddetti sarà quindi possibile muoversi in autobus o treno. I bar apriranno alle 6 del mattino e chiuderanno alle 18. Sarà  infine possibile fare la spesa nei super o nei centri commerciali ma solo rispettando le distanze di sicurezza.

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