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Conte indagato a Trento per il lockdown: gli atti vanno alla Procura di Roma

Salta l'udienza prevista a Trento: ecco di cosa è accusato il presidente del Consiglio

Avrebbe dovuto presenziare all'udienza presso il Tribunale di Trento il premier Giuseppe Conte, a tutti gli effetti indagato per il presunto abuso d'ufficio commesso con le regole del primo lockdown. L'udienza era stata fissata per domani, 17 novembre, ma gli atti sono stati inviati a Roma. Il caso è noto: sono diversi gli esposti inviati alle Procure di mezza Italia dall'avvocato romano Edoardo Polacco, in difesa di cittadini denunciati durante il primo lockdown per essere usciti di casa per i motivi più disparati. Tutto ciò, chiaramente, prima che lo stesso Governo facesse marcia indietro già il 27 marzo depenalizzando il mancato rispetto delle regole anti-covid.

A Trento la Procura aveva inizialmente disposto l'archiviazione. La gip Claudia Miori aveva però riaperto il caso, fissando anche la data per l'udienza, che avrebbe dovuto decidere se far iniziare il processo. Tutto, però, è stato spostato a Roma, dove sono stati inoltrati gli atti. L'abuso, se c'è stato, è stato infatti commesso nella capitale. Insomma, l'intero lockdown sarebbe, secondo l'accusa, illegittimo. I reati che vengono contestati al Presidente del Consiglio dei Ministri sono quelli di attentato alla Costituzione (articolo 283 del codice penale), abuso d’ufficio (articolo 323) e violenza privata (articolo 610).
 

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