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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Congedo maternità e paternità, si cambia

Tra le novità, l'astensione dal lavoro sarà obbligatoria anche per i papà. A chi spetta e come chiederlo

Cambiano le regole per i neo genitori che lavorano. Il congedo parentale diventa obbligatorio anche per i papà. "Un passo importante verso una genitorialità equamente condivisa, un uso paritario del tempo e un miglior equilibrio tra tempi di vita familiare e lavorativi", commenta il ministro del Lavoro Andrea Orlando. 

Non è la sola novità in vigore da ieri, sabato 13 agosto. Come spiega Palazzolo su Today, aumenta infatti da 10 a 11 mesi la durata del diritto al congedo per il genitore solo; è esteso il diritto all'indennità di maternità alle lavoratrici autonome e libere professioniste; aumenta da 6 a 12 anni l'età della bambina o del bambino entro cui poter usufruire del congedo parentale indennizzato.

"Estendiamo i diritti di lavoratori e lavoratrici per garantire una migliore conciliazione dei tempi di vita e lavoro, per andare nella direzione di una più equa condivisione di responsabilità tra uomini e donne e promuovere la parità di genere in ambito lavorativo e familiare", aggiunge il ministro.  

Congedo parentale, tutte le novità punto per punto

La misura consente al padre lavoratore di fruire di un periodo di congedo di 10 giorni lavorativi, (non frazionabili a ore e fruibili anche in via non continuativa) e autonomo rispetto a quello della madre. In caso di parto plurimo, la durata del congedo è aumentata a 20 giorni lavorativi. Il congedo si applica anche al padre adottivo o affidatario. Per i giorni di congedo di paternità obbligatorio è riconosciuta un'indennità giornaliera pari al 100 per cento della retribuzione.

Il nuovo congedo di paternità obbligatorio può essere goduto a partire dai due mesi prima della data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita del figlio e in caso di morte perinatale del figlio.

Alle lavoratrici autonome è riconosciuta un'indennità giornaliera anche per i periodi antecedenti i due mesi prima del parto, nel caso "di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, sulla base degli accertamenti medici effettuati da un medico della Asl".

L'indennità è calcolata alla stessa stregua dei periodi di tutela della maternità/paternità a seconda della categoria di appartenenza della lavoratrice autonoma. Anche il congedo parentale per i genitori lavoratori iscritti alle varie gestioni cambia. Il congedo parentale per genitori lavoratori dipendenti prevede che fino al dodicesimo anno di vita del figlio spetti a ciascun genitore lavoratore un'indennità pari al 30 per cento della retribuzione per tre mesi, non trasferibili all'altro genitore.

I genitori hanno anche diritto, in alternativa tra loro, a un ulteriore periodo di congedo della durata complessiva di tre mesi, per i quali spetta un'indennità pari al 30 per cento della retribuzione. Alla luce della nuova normativa i periodi di congedo parentale indennizzabili sono i seguenti:

  • alla madre, fino al dodicesimo anno di vita del bambino (o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) spetta un periodo indennizzabile di tre mesi, non trasferibili all'altro genitore;
  • al padre, fino al dodicesimo anno (e non più fino al sesto anno) di vita del bambino (o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) spetta un periodo indennizzabile di tre mesi, non trasferibili all'altro genitore;
  • entrambi i genitori hanno adiritto, in alternativa tra loro, a un ulteriore periodo indennizzabile della durata complessiva di tre mesi, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di nove mesi (e non più sei mesi).

Congedo parentale, quali sono i limiti

Restano immutati i limiti massimi individuali e di entrambi i genitori:

  • la madre può fruire di massimo sei mesi di congedo parentale per ogni figlio entro i primi 12 anni di vita o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • il padre può fruire di massimo sei mesi (elevabili a sette mesi nel caso in cui si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a tre mesi) per ogni figlio entro i primi 12 anni di vita o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • entrambi i genitori possono fruire complessivamente massimo di 10 mesi di congedo parentale (elevabili a 11 mesi nel caso in cui il padre si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a tre mesi) per ogni figlio entro i primi 12 anni di vita o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

Al genitore solo sono riconosciuti 11 mesi continuativi o frazionati, di congedo parentale, di cui nove mesi (e non più sei mesi) sono indennizzabili al 30 per cento della retribuzione. Per i periodi di congedo parentale ulteriori ai 9 mesi indennizzabili per la coppia di genitori o per il genitore solo, è dovuta, fino al dodicesimo anno (e non più fino all'ottavo anno) di vita del bambino (o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), un'indennità pari al 30 percento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell'interessato sia inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria.

Ai genitori lavoratori iscritti alla gestione separata è data la possibilità di fruire del congedo parentale entro il dodicesimo anno di vita del figlio o dall'ingresso in famiglia/Italia del minore in caso di adozione o affidamento preadottivo. Ciascun genitore ha diritto a tre mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all'altro genitore. I genitori hanno, inoltre, diritto ad ulteriori tre mesi indennizzati in alternativa tra loro, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di nove mesi. Infine è previsto il congedo parentale per i lavoratori autonomi che avranno diritto a tre mesi di congedo parentale, da fruire entro l'anno di vita del figlio (o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) del minore.

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