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Martedì, 28 Giugno 2022
Sicurezza / Oltrefersina / Via di San Vincenzo

Concerto Vasco, atteso per oggi il parere sulla sicurezza

A ottobre la Commissione di vigilanza aveva parlato di vie di fuga inadeguate

L'okay sulla sicurezza dell'area San Vincenzo a Mattarello - che domani sera ospiterà il concerto di Vasco Rossi per il fan club e venerdì quello da 120mila spettatori - è previsto per oggi, mercoledì 18 maggio. Da mesi la questione è al centro di polemiche e accuse sui tentativi di aggirare le regole.

Competente a rilasciare il parere è la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo composta da rappresentanti del Servizio polizia amministrativa provinciale, del Servizio anticendi e protezione civile e della questura. Lo scorso 27 ottobre all'unanimità aveva affermato che le vie di fuga nella Trentino music arena sono “oggettivamente non adeguate” e che, in caso di un ipotetico evento avverso, si potrebbero verificare “travolgimenti e schiacciamenti delle persone coinvolte (come hanno insegnato i fatti di piazza San Carlo di Torino)”.

Da quel momento sono cominciate una serie di pressioni e intimidazioni, prima chiedendo di annullare quel verbale al dirigente del servizio di polizia amministrativa della Pat Marzio Maccani (che già a luglio aveva chiesto invano di non firmare il contratto prima di aver verificato l'essitenza di adeguate vie di fuga), poi per impedire al consigliere del Pd Luca Zeni l'accesso agli atti. Infine, togliendo a Maccani la competenza sulla sicurezza con una delibera voluta da Fugatti e datata 14 aprile.

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Qual è il problema con la sicurezza

Le regole per eventi di questo tipo sono contenute nella circolare Piantedosi redatta nel 2018 proprio in seguito ai fatti di Torino quando con uno spray al peperoncino quattro rapinatori scatenarono il panico tra la folla che guardava la finale di Champions League.

Per 120mila spettatori, calcolando due persone per metro quadro (come previsto dalla normativa), servono 60mila metri quadrati, ovvero 6 ettari. Considerato che l’area San Vincenzo è di 27 ettari, il problema sicurezza sembra ampiamente risolto. Questo è ciò che da mesi ripetono i vertici provinciali, a partire dal presidente Maurizio Fugatti.

Peccato che Fugatti ometta il secondo parametro previsto dalla circolare: ogni 250 persone è necessario un “modulo” pari a 60 centimetri per i varchi di allontanamento dall’area, che non devono essere inferiori a tre, devono essere collocati “in posizione ragionevolmente contrapposta” e la cui larghezza minima deve essere di almeno 2,4 metri. Tradotto: per 120mila persone servono vie di esodo larghe almeno 288 metri su almeno tre dei quattro lati.

Per rendersi conto della situazione nell'area San Vincenzo è sufficiente osservarla dall’alto. La Trentino music arena è bloccata a ovest da un canale e dalla ferrovia (oltre che dalla tangenziale che infatti nei giorni del concerto verrà chiusa); a est da via San Vincenzo, la vecchia statale del Brennero, larga circa 7-8 metri e attaccata alla collina; a sud da aree agricole private e a nord da una concessionaria di auto. Le vie di esodo semplicemente non esistono. E questo è sempre stato chiaro a tutti, non a caso la Provincia aveva tentato di far chiudere temporaneamente la ferrovia del Brennero per aprire più varchi, ma il ministero dei Trasporti ha risposto picche.

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Cosa succederà dopo il parere della Commissione

Che il parere della Commissione non influirà sul concerto è chiaro a tutti: i biglietti sono stati venduti, l'area è pronta, al grande evento mancano due giorni. Anche qualora dovesse arrivare un parere negativo, il questore di Trento Alberto Francini ha già messo le mani avanti. Interpellato da TrentoToday, ha spiegato che “si potrebbe andare avanti lo stesso: non so in provincia di Trento, ma in altre parti d’Italia almeno il 30 per cento degli stadi opera da decenni senza il parere positivo della Commissione”. Soprattutto, sottolinea il questore, “il parere della Commissione è obbligatorio ma non vincolante”. Il sigillo di garanzia l’ha apposto anche il presidente Fugatti: “Di fronte a un questore che ci assicura che va tutto bene, io credo che basti questo”. 

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