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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Nursing up, nuovo affondo: "Dirigenti premiati, infermieri e professionisti dimenticati"

I riconoscimenti all'Apss e l'aumento per i vertici sono l'ultimo terreno di scontro tra il sindacato e l'amministrazione

Il riconoscimento di eccellenza per l'Azienda provinciale per i servizi sanitari arrivato da prestigiosi enti internazionali come Accreditation Canada e Joint commission international è l'occasione per un nuovo attacco del sindacato degli infermieri Nursing up.

Martedì infatti, l'assessore provinciale alla salute Stefania Segnana commentava il riconoscimento così: "Un risultato che dimostra la qualità dei servizi offerti ogni giorno dalla nostra azienda sanitaria, dall’ospedale al territorio, e ci rende particolarmente orgogliosi perché le valutazioni sono state fatte in pieno periodo Covid e in condizioni di grande fatica e difficoltà per i nostri operatori sanitari. A tutti loro va il mio personale ringraziamento per l’impegno, la passione e l’eccellenza con cui svolgono ogni giorno il loro lavoro".

Peccato allora, punta il dito il sindacato, che a queste belle parole non abbia fatto seguito l'impegno dell'amministrazione nei confronti di infermieri e professionisti sanitari: "Nella realtà dei fatti - commenta il referente di Nursing up Trento Cesare Hoffer - le uniche figure che hanno avuto una previsione di riconoscimento economico aggiuntivo, oltre ai consiglieri regionali già strapagati, sono stati il direttore del dipartimento provinciale della salute e politiche sociali ed il direttore generale dell’azienda sanitaria".

Sullo sfondo c'è sempre il braccio di ferro per il mancato rinnovo dei contratti del pubblico impiego nel triennio 2019/2021. Secondo il sindacato, "è l’ennesimo ed ulteriore schiaffo per infermieri, professionisti sanitari ed Oss della sanità e Apsp, che continuano a lavorare con professionalità in una situazione di grande difficoltà e malessere, con turni massacranti e spostamenti da un reparto all’altro,senza un adeguato inserimento ed affiancamento. Non è solo una questione di un riconoscimento economico di un rinnovo contrattuale, che riteniamo sia una cosa dovuta e sacrosanta, ma è una cosa molto più profonda, ci viene negato un riconoscimento morale, come se venisse negata l’importante funzione sanitaria e sociale che di fatto stiamo svolgendo a favore del cittadino".

I dati citati dal sindacato sono eloquenti: secondo Nursing up, in italia il 34,4% degli infermieri, in particolare i giovani ha previsto di lasciare a breve la professione a causa delle scadenti condizioni organizzative di lavoro. A livello europeo il guadagno medio è di circa 500 euro in più al mese. In Trentino l'età media dei professionisti è di circa 50 anni, e nei prossimi 8 anni sono previsti circa 1200 pensionamenti.

"È evidente - conclude Hoffer - che la totale assenza di un progetto di valorizzazione professionale ed economica avrà effetti gravissimi sulle nostre realtà sanitarie".

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