rotate-mobile
Venerdì, 20 Maggio 2022
Mafia

Morra (Antimafia): "In Trentino manca una presa di posizione netta"

Al centro delle audizioni della Commissione parlamentare non solo le infiltrazioni della 'ndrangheta nel porfido in val di Cembra, ma anche il turismo sul Garda e l'acquisizione di imprese in crisi

"Davanti a un caso come il processo Perfido, così articolato e complesso, sul territorio trentino non si è registrata una presa di posizione netta, come se si volesse trascurare il fenomeno, quasi vergognandosi che fatti simili possano essere accaduti anche in Trentino". Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (la cosiddetta Commissione antimafia) non usa mezzi termini. La commissione è arrivata oggi, lunedì 9 maggio, in Trentino Alto Adige per una serie di audizioni sul territorio.

Mafia in Trentino: "Attenzione agli investimenti sul fotovoltaico"

Secondo il senatore, nonostante il processo sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in val di Cembra, "la reazione da parte del territorio tarda ad arrivare. Le istituzioni locali devono dare l’esempio, noi oggi abbiamo fatto da apripista e ci aspettiamo d’essere seguiti perché l’attività di negazione del fenomeno mafioso, che si percepisce anche in Veneto, rende facile la vita a questi pericolosissimi soggetti". 

Lona Lases, il Comune al centro del processo Perfido

Al centro delle audizioni anche la situazione di Lona Lases, il Comune della val di Cembra dove secondo l'accusa del processo Perfido si sarebbe insediata una locale di 'ndrangheta. Il municipio è attualmente retto da un commissario dopo che per due volte di fila nessuna lista elettorale si è fatta avanti.

Per il presidente Morra l'attenzione verso le amministrazioni pubbliche locali deve restare alta: "L’economia trentina è florida, ma è anche molto sussidiata e sovvenzionata, e questo ci fa capire come per le mafie in questo territorio sia fondamentale la capacità di rapportarsi con i decisori politici". Sullo scioglimento dei Comuni per mafia "serve però cautela". 

Di diverso parere, invece, la deputata originaria di Bolzano Michaela Biancofiore: "La mia lettura è più maliziosa: temo che se ad oggi il Comune di Lona Lases non è ancora stato sciolto sia perché in Trentino Alto Adige abbiamo la tendenza a non creare allarme sociale e a fare i fenomeni. Le nostre terre sono considerate un'eccellenza: un Comune sciolto per mafia avrebbe danneggiato non poco quest'immagine".

I settori economici nel mirino 

"Possibile che il problema della mafia in Trentino sia concentrato solo nella piccola e angusta val di Cembra?", si è chiesto ironicamente oggi il presidente. Il contenuto di alcune audizioni svolte dalla Commissione è secretato, ma Morra assicura che sono diversi i settori economici attenzionati. Tra tutti il turismo, soprattutto sul lago di Garda: "Sappiamo che i Grandi Aracri (la cosca di 'ndrangheta al centro del processo Aemilia in Emilia Romagna, ndr) sono arrivati alla sponda veneta del lago", avverte Morra. C'è poi il tema dell'acquisizione di imprese in crisi economica e della cessione del credito.

Sulla partita stupefacenti, la cocaina tra tutti, Morra ha sottolineato che l'asse del Brennero collega l'Italia con "il mondo germanico dove da decenni la 'ndrangheta ha consolidato la propria presenza". Per le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, intervenute oggi sulla presenza della Commissione in Trentino, è necessario invece puntare i riflettori sui fondi del Piano nazionale di ripresa e reslienza (Pnrr) e sulle olimpiadi invernali del 2026: "Le partite urbanistiche e infrastrutturali che si apriranno in provincia richiedono la massima attenzione".

"La mafia - ha concluso Morra - ormai diversifica gli investimenti e fa business, appoggiandosi però a compiacenti professionisti del posto. Questi criminali collaborano con commercialisti, notai, avvocati, consulenti del lavoro e funzionari di banca. Se avete avuto un presidente di tribunale trasferito per i suoi rapporti o dei militari dell'arma il cui comportamento nel pestaggio dell'operaio cinese Hu Xupai (il 2 dicembre 2014 nel piazzale di lavorazione di una ditta a Lona Lases, ndr) è stato quantomeno ambiguo, questo significa che non c’è uno spartiacque netto ed è qui che si gioca la partita".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morra (Antimafia): "In Trentino manca una presa di posizione netta"

TrentoToday è in caricamento