"Coltivare l'orto lontano da casa è vietato", ma sul web c'è la petizione: quasi 10.000 firme

Il comandante della Polizia Locale Giacomoni: "In tanti ce lo chiedono, ma è vietato se non lo si fa di professione"

Pomodoro grinzoso, foto: wikipedia

Vietato coltivare l'orto, a meno che non sia adiacente alla propria abitazione. "Coltivare l'orto non è un'esigenza lavorativa, a meno che non si stia parlando di imprenditori agricoli, e non è sicuramente un'esigenza legata alla salute". Il comandante della Polizia Locale di Trento e del Monte Bondone, Lino Giacomoni, è stato molto chiaro. La questione è stata posta dai tanti trentini che, complici le temperature ormai pienamente primaverili, non resistono al richiamo del "pollice verde".

Fugatti: "Sì all'orto, purchè nello stesso comune"

Il chiarimento è stato dato in diretta Facebook durante la consueta conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione coronavirus in Trentino. "Molti rimarranno delusi da questa risposta, ma queste sono le regole" ha commentato il responsabile dell'Ufficio Stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti.

"Lasciateci coltivare gli orti": sul web la petizione

L'attività agricola non si ferma, ci ancherebbe. Chiaramente gli imprenditori agricoli che lo fanno di professione possono andare nei poderi di proprietà o presi in affitto, per svolgere il proprio lavoro. La concessione è stata estesa anche per i coltivatori di "seconda categoria", ovvero per quelli che, pur essendo registrati come agricoltori, non traggono dalla campagna la principale fonte di reddito.

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Per tutti gli altri non resta quindi che ribadire il messaggio che ormai circola da un mese: restate a casa. Niente da fare, se l'orto non è nelle vicinanze della propria abitazione. Non si tratta slo di "hobby": si pensi ai pensionati o a chi, magari in nero, coltiva un piccolo appezzamento per conto di terzi. Sul web alcuni coltivatori non professionisti hanno lanciato una petizione, che ad oggi ha quasi raggiunto le 10.000 firme, per chiedere al Governo una deroga al decreto. Il presidente Fugatti nella giornata di venerdì 10 aprile ha annunciato che sarà firmata un'ordinanza apposita sul tema.

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