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Codice rosso, rinnovata la convenzione tra Procura di Trento e Azienda sanitaria

Professionisti Apss per affiancare polizia giudiziaria e pubblico ministero nei casi di violenza domestica e di genere. Dall’inizio della collaborazione sono stati 65 gli interventi degli psicologi dell’Apss

È stata rinnovata lunedì 28 dicembre, in Tribunale a Trento, la convenzione tra la Procura della Repubblica di Trento e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari per l’attuazione del «Codice Rosso». In base alla convenzione, sottoscritta nel 2019, è stato attivato un servizio finalizzato a dare supporto alla polizia giudiziaria e all’ufficio del pubblico ministero nei casi in cui si renda necessario acquisire informazioni da persone minori o vulnerabili oppure nei casi previsti dalla legge 69/2019 che tutela le vittime di violenza domestica e di genere. Dall’inizio della collaborazione sono stati 65 gli interventi degli psicologi dell’Apss.

La Legge 69/2019 negli articoli 1-3 ha previsto che il Procuratore della Repubblica acquisisca, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, le informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato il reato. In base alla convenzione sono stati istituiti elenchi di professionisti: psicologi, neuropsichiatri infantili, medici specializzati in traumatologia e ginecologia disponibili, sin dalle prime fasi delle indagini preliminari coordinate dal magistrato, ad affiancare la Polizia giudiziaria nell’esame di minori e persone vulnerabili quali le vittime di violenza domestica e di genere.

Il Procuratore distrettuale di Trento, Sandro Raimondi, ha evidenziato l’importanza della collaborazione con Apss al fine di poter prevenire e contrastare il fenomeno, identificato quale “Codice rosso”, perpetrato ai danni di soggetti deboli: «Oggi rinnoviamo la convenzione con Apss che permette alla polizia giudiziaria o al pubblico ministero di avvalersi della fondamentale collaborazione di professionisti operanti in azienda sanitaria di Trento. Una funzione estremamente importante perché la prima accoglienza delle vittime di violenza è un momento delicatissimo e utile sia per la presa in carico della persona, che non solo è testimone ma anche paziente, sia per lo sviluppo delle ulteriori fasi delle indagini preliminari, un momento processuale e clinico che ha un’importanza rilevantissima».

Il direttore generale dell’Apss Pier Paolo Benetollo ha sottolineato: «Con questo rinnovo siamo onorati di poter continuare a collaborare con la Procura della Repubblica di Trento per dare applicazione in Trentino al “Codice rosso”. Per il personale di Apss e in particolare per gli psicologi si tratta di un impegno di grande rilevanza perché quello che serve in questi casi è la tempestività ma siamo consapevoli dell’importanza sociale e individuale di questi interventi che permettono di sostenere e tutelare le persone oggetto di violenza fin dai primi momenti delle indagini».

L’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana ha voluto confermare il suo appoggio e quello del governo provinciale alla collaborazione evidenziando che «il rinnovo sancisce nuovamente il patto di collaborazione tra azienda sanitaria e istituzioni impegnate da sempre nel contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. L’obiettivo comune perseguito è quello di arginare una piaga sociale che indebolisce le nostre comunità e mina la convivenza all’interno delle singole famiglie. Confermo quindi l’appoggio incondizionato mio personale e dell’intera Giunta nel sostenere le donne e i loro figli vittime di violenza domestica nella difficile, ma non impossibile, lotta per la loro emancipazione dalle situazioni di disagio e violenza e ringrazio quanti quotidianamente con il proprio lavoro affiancano e aiutano le donne. Un ringraziamento inoltre al dottor Raimondi e al dottor Benetollo per l’impegno e il sostegno ad ogni iniziativa orientata alla difesa delle donne».

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