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Circonvallazione ferroviaria, Fugatti rivendica: "I fondi sono arrivati grazie a noi"

Il dibattito sull'opera in consiglio provinciale. Le opposizioni chiedono modifiche al progetto

Continua in consiglio provinciale il confronto sul tratto trentino della ferrovia del Brennero, e in particolare sulla circonvallazione ferroviaria che interesserà proprio il capoluogo. Un progetto di grande portata (solo per questo sono arrivati circa 900 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza), ma che altrettante preoccupazioni genera soprattutto nei cittadini delle aree che saranno interessate dai cantieri. 

In consiglio è intervenuto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ha presentato il progetto in aula su richiesta dell'opposizione. Ricostruendo tutto l'iter storico del progetto, Fugatti ha rivendicato come la sua giunta abbia trovato i fondi per un opera che però è stata lanciata ai tempi del centro sinistra (le prime delibere risalgono al 2003).

Solo nell'aprile del 2018, con il protocollo di Intesa tra comune di Trento, Provincia autonoma di Trento e Rfi, è stata avviata un’analisi che considera la Circonvallazione di Trento come parte integrante dei progetti di riqualificazione urbana e potenziamento della mobilità all’interno della città. "Tra gli obiettivi del protocollo - ricorda Fugatti - vi era l’istituzione di un gruppo di lavoro paritetico tra i soggetti firmatari del Protocollo che ha condotto uno studio di fattibilità tecnico economica per la collocazione a livello ribassato della linea storica della ferrovia del Brennero tra l’ex Scalo Filzi e Via Monte Baldo (interramento della linea storica nel tratto urbano) e il raddoppio della linea Trento-Malè (progetto NorduS), per la cui realizzazione, la Circonvallazione di Trento risulta propedeutica".

Fugatti dunque ribadisce come "l’impatto progettuale e le scelte strategiche che interessano la città di Trento abbiano le loro radici in un periodo antecedente il 2018". Poi la difesa dalle accuse di scarsa chiarezza e confronto: "La Pat nel corso dell’intero iter progettuale ha effettuato numerosi incontri con i territori per presentare e condividere l’iter di valutazione delle scelte. In data 20 ottobre 2021 infine la proposta progettuale è stata oggetto di discussione in Consiglio Comunale a Trento alla presenza di rappresentati della Pat e di Rfi. Vanno inoltre ricordate le attività svolte dal Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio per il Corridoio del Brennero che ha seguito passo passo l’evoluzione delle diverse soluzioni progettuali fino ad arrivare alla condivisione della soluzione oggi proposta, oltre agli incontri recentemente effettuati dal Comune di Trento con le circoscrizioni direttamente interessate dall’opera" ha ribadito il presidente.

Ma sul fronte delle minoranze continuano le perplessità: Paolo Zanella (Futura) chiede la modifica del progetto per prevedere l'interramento della linea fino all'interporto. Il tutto, dice Zanella, per tutelare tutta la popolazione dall'inquinamento acustico dovuto all'impatto dell'opera, con gli ultimi chilometri di Roncafort e Canova, che potrebbero subire una palese iniquità rispetto agli abitanti nel tratto interrato.

Un appello alla chiarezza anche da Lucia Coppola (Misto-Europa Verde), che chiede di evitare il passaggio per la collina est di Trento. "La pericolosità geologica della zona Maranza, che è interessata da una paleofrana, ha spinto il Comune ha vietare in certi punti il transito" ha detto. Vi sono per la consigliera numerosi problemi idrogeologici che emergono in merito al progetto di interramento.

Da Alessio Manica (Partito democratico), la richiesta di istituire una task force provinciale che si affianchi al Comune di Trento per fronteggiare tutte le richieste provenienti dalla comunità, "ad esempio per spiegare perché sia stato abbandonato il progetto del percorso in destra Adige". "A Trento - evidenzia Manica - stiamo assistendo a un’accelerazione di questo progetto, con tempi strettissimi di dibattito pubblico e di spiegazioni da dare alla comunità".

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