Il cervello umano ha 'un Gps': la scoperta dell'Università di Trento (c'entra anche l'Alzheimer)

Un gruppo di ricercatori del Cimec (Centro interdipartimentale mente/cervello) ha svelato come le stesse aree e gli stessi schemi usati per orientarsi nello spazio fisico si applicano anche a quello astratto delle idee

Risonanza magnetica cervello (da https://www.needpix.com)

Nel cervello dell'uomo c'è una sorta di Gps che viene utilizzato sia per l'orientamento che per il pensiero astratto. A scoprirlo un gruppo di ricercatori de Centro interdipartimentale mente/cervello dell'Università di Trento.

Lo studio, pubblicato dalla rivista Journal of Neuroscience, per la prima volta ha fornito un'evidenza empirica del fatto che il cervello umano utilizzi le stesse aree e gli stessi schemi per orientarsi nello spazio fisico e in quello astratto delle idee: le mappe spaziali risultano utili sia per spostarsi nei luoghi che per 'muoversi' da un concetto all'altro. Di qui l'efficacia di alcune tecniche mnemoniche, come quella dei loci e le mappe concettuali, utilizzate per imparare e consolidare in memoria nomi, date ed eventi. Del resto già il grande retore romano Marco Tullio Cicerone diceva di svolgere i propri ragionamenti ponendo i diversi concetti nelle stanze di una casa mentale: a lui si devono espressioni come "in primo luogo".

Il parallelismo tra quanto succede nel mondo fisico e in quello delle idee dà anche un'ulteriore spiegazione del decadimento fisico (con la difficoltà a orientarsi anche in casa) e cognitivo (con i problemi di memoria) che subiscono le persone malate di Alzheimer.


 

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