Università di Trento, centinaia di cervelli in provetta per curare i tumori dei bimbi

Il gruppo di ricerca dell'Armenise-Harvard Laboratory of Brain Cancer al Dipartimento Cibio, coordinato da Luca Tiberi, utilizza un nuovo modello per studiare i meccanismi genetici del cancro

Cervelli (foto da pixfuel)

Centinaia di cervelli in provetta. Questo scenario forse avrebbe parecchio impensierito il filosofo inglese Hilary Putnam, che attraverso l'esperimento mentale 'Cervelli in una vasca' si era interrogato sui concetti di realtà e conoscenza. Ma nel dipartimento Cibio dell'Università di Trento gli organoidi - ovvero modelli del cervello semplificati e in miniatura - servono per studiare una cura che funzioni sui bambini colpiti da tumori cerebrali.

Il metodo utilizzato dal gruppo di ricercatori dell'Armenise-Harvard Laboratory of Brain Cancer, coordinato da Luca Tiberi, consiste nel far ammalare i cervelli in provetta per poi trovare una cura da utilizzare per i tumori sviluppati nei bambini durante i primi anni di vita. 

Il nuovo modello, per il quale vengono utilizzati centinaia di cervelli in provetta creati nei laboratori dell'Università di Trento, è utile per studiare i meccanismi genetici del cancro al cervello in età pediatrica e per trovare nuove cure per per queste malattie ancora poco curabili. "In futuro - evidenzia Tiberi - gli organoidi potrebbero permettere di produrre una grande quantità di tumori in laboratorio a costi ridotti rispetto alle precedenti tecnologie e perciò di effettuare screening ampi per valutare nuovi farmaci".

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