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Cecilia in Oceano: il sogno della velista trentina

La campionessa 27enne della Val di Fiemme punta a qualificarsi nella ranking list della Mini Transat 2023. “Un’avventura pazzesca” attraverso la quale manterrà alta l’attenzione sulla parità di genere e sull’ecosostenibilità

Cecilia ha un sogno: completare con la barca a vela una traversata oceanica che durerà diversi giorni, un’esperienza in solitaria “pazzesca” come l’ha definita lei stessa e attraverso la quale sostenere due messaggi importanti: la parità di genere nello sport (e in discipline di nicchia come la sua) e quello ecologico, mostrando al mondo ciò che lei ha visto con i suoi occhi. Cecilia Zorzi è una velista trentina di 27 anni, laureata in Beni cultuali, che sogna di solcare l’oceano nel 2023, partecipando alla Mini Transat dal Nord della Francia, attraversando le Canarie con arrivo previsto a Guadalupa.

Cecilia su una barca ci è salita per la prima volta “per caso”, quando a 6 anni, durante una vacanza ha scelto tra le attività per bambini da provare sul lago di Caldonazzo quella della vela. “Noi siamo della Val di Fiemme - racconta Cecilia a TrentoToday -, siamo della montagna. Sono salita su una barca davvero ‘per caso’ con mia sorella, ma la passione è nata dopo un po’. Qualche anno dopo quella prova, infatti, ci siamo spostate sul lago di Garda e l’amore per questo sport è esploso intorno ai 14 anni”.

Cecilia in Oceano: il sogno della velista trentina

Nonostante Cecilia porti la montagna nel cuore, il suo futuro lo ha sempre visto in acqua, in mezzo al mare, dove si sente davvero libera. E pian piano ha costruito la sua strada, ottenendo successi importanti e andando avanti a testa alta, sfidando sé stessa e l’acqua, prima degli altri velisti. Regate e allenamenti intensi hanno plasmato la sua personalità così determinata, come quelli iniziati nel 2016 insieme al timoniere Lorenzo Bressani, con l’intento di arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020, quelle dove Ruggero Tita e Caterina Banti hanno conquistato l’oro.

Un’esperienza importante per la formazione di Cecilia, che non si è fatta abbattere dal sogno infranto, ma ha usato quella preparazione per affrontare il passo successivo: cimentarsi nelle regate offshore, dove le distanze si allungano e i velisti rimangono in acqua diversi giorni e diverse notti, imparando a riposare poco e con una certa frequenza per riuscire a coprire le distanze entro alcune tempistiche. Una disciplina questa, nella quale Cecilia ha iniziato a muovere i primi passi al fianco del velista Alberto Bona. Lui più esperto e già inserito nel mondo delle traversate oceaniche, si è allenato con Cecilia in Francia. L’obiettivo all’epoca era quello di classificarsi alle olimpiadi di questa disciplina per la categoria mista, con una regata di 300 miglia, dove i velisti avrebbero dovuto gareggiare per tre giorni e tre notti.

“Purtroppo - spiega Cecilia - il format non è stato inserito nelle Olimpiadi di Parigi del 2024”. Eppure lei non si è arresa, ha continuato ad allenarsi, anche se di persone, soprattutto donne, in Italia che praticano questo tipo di regata, sono poche. Si è allenata nel nord della Francia con Bona, dimostrando di che pasta è fatta conquistando un oro nel “Nastro rosa tour”, il campionato europeo double mixed offshore a tappe. C’è, però, qualcosa che la giovane velista ha compreso durante questa esperienza, un qualcosa che vale più di una medaglia e che ha portato alla nascita del progetto “Cecilia in Oceano”, il fatto di aver trovato finalmente il “suo” posto nel mondo. Un progetto che la porterà da sola in mezzo all’oceano, a coronare un sogno e a portare in alto il nome del suo Paese.

Per riuscire a qualificarsi alla Mini Transat 2023 è necessario aver percorso 800 miglia in regata, oltre alle 1000 miglia accumulate in allenamento sulla barca che poi la accompagnerà nella competizione finale. Cecilia la barca ancora non la possiede e ha pochi mesi ancora di tempo per poter iniziare in tempo utile a percorrere le miglia necessarie per entrare in ranking list. E’ infatti alla ricerca di sponsor, di fondi. E per chi fosse interessato, è possibile rintracciarla sulle piattaforme social, su Facebook come: Cecilia Zorzi navigatrice e Instagram Cecizorro.

E’ un’impresa importante, una di quelle che cambiano la vita, che al segnano significativamente. Cecilia dovrà infatti adattarsi, portare il suo corpo e la sua mente a sostenere dei ritmi completamente diversi: dal sonno all’alimentazione. E’ un’impresa dove Cecilia è in Oceano da sola, ma al suo fianco ci sono persone che lei ha voluto vicine per aiutarle, per mostrare le loro doti, le loro missioni al mondo. Dalle donne che ruotano intorno al mondo delle barche e delle vele che, ancora oggi, rimangono nella penombra di un mondo frequentato maggiormente dagli uomini, a quelle che hanno il sogno di ripulire il pianeta.

“Il messaggio ecologico e di ecosostenibilità parte dalla mia esperienza personale, da ciò che ho visto con i miei occhi - racconta Cecilia -. Quando si è in mezzo all’oceano ci si aspetta di trovarsi in mezzo alla natura incontaminata e invece capita di vedersi passare a fianco sacchetti, cassette di polistirolo, taniche e altri rifiuti che lì non ci devono stare. Per questo sono diventata anche ambassador di Abyss cleanup, che si occupa della rimozione di rifiuti sottomarini, per la salute dei nostri mari e oceani. E’ importante averne cura”. Inoltre, Cecilia ha recentemente acceso una collaborazione con l'associazione Women & Technologies.

Il progetto e tutti i dettagli sono reperibili sul sito informativo.

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