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JJ4, il Tribunale amministrativo regionale respinge il ricorso contro la cattura dell'orsa: animalisti schierati

La notizia ha lasciato l'amaro in bocca alle diverse associazioni animaliste che hanno annunciato la loro prossima mossa: presentare la questione al Consiglio di Stato

Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha respinto la richiesta di sospensiva dell'ordinanza di cattura dell'orsa JJ4, già sospesa in via itinerale il 16 settembre, di Leal (Lega antivivisezionista) e delle altre associazioni ritenendo che l'orsa sia pericolosa. A comunicarlo è stata l'associazione animalista con un comunicato stampa inviato giovedì 8 ottobre. «Oggi non abbiamo perso noi ma gli Orsi: una sentenza davvero sconvolgente e incomprensibile - commenta Gian Marco Prampolini presidente di Leal- siamo pronti però ad impugnare immediatamente dinanzi il consiglio di stato il provvedimento del tar in quanto palesemente illegittimo sotto vari profili». 

Visto il rischio di cattura dell'orsa JJ4 i legali di Leal Aurora Loprete e Aldo Truncè hanno depositato in Procura un'istanza per sollecitare il Pubblico Ministero a provvedere sulla richiesta di sequestro del Centro Faunistico Casteller avanzata in sede di denuncia il 30settembre del 2020. «Ricordiamo che JJ4 è mamma di tre cuccioli ed è un'orsa davvero schiva che in 14 anni di vita non è mai entrata in conflitto con nessuno se non con i due cacciatori in escursione e che, una volta avvistata hanno avuto reazioni scomposte tali che hanno spaventato l’orsa che ha conseguentemente reagito per proteggere la prole» concludono gli attivisti di Lael.

L’Enpa (Ente Nazionale per la Protezione degli Animali) e l’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) hanno invece fatto sapere che ricorreranno congiuntamente al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar di Trento che ha rigettato il ricorso presentato dalle associazioni animaliste. «Auspichiamo che, dato che siamo alla vigilia della stagione del letargo e che JJ4 è una mamma di tre cuccioli ancora dipendenti, considerando inoltre, come da report dei carabinieri Forestali e Ispra inviati dal Ministero dell’Ambiente, l’inidoneità del Casteller a ospitare i plantigradi, il presidente Fugatti voglia comunque manifestare clemenza nei confronti dell’orsa e dei piccoli», commentano le due associazioni. «In ogni caso proseguiremo nelle nostre azioni a tutela dei plantigradi oggetto di ordinanze e di catture già eseguite. Il nostro  intento è però anche propositivo. La soluzione incruenta per “alleggerire” Trento e il Trentino dalla popolazione dei grandi carnivori c’è ed è la creazione di corridoi faunistici che consentano agli animali di spostarsi e colonizzare altri territori».

Le due associazioni rimarcano sulla loro convinzione che la convivenza tra orsi e popolazione residente sia possibile, con adeguate campagne d’istruzione e comunicazione, l’installazione massiva di bidoni anti-orso e la messa in campo d’interventi a protezione delle greggi e degli animali delle fattorie tramite dissuasori, reti, recinti. Questi ultimi, tra l’altro, costerebbero meno dei risarcimenti chiesti dagli allevatori.

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