Venerdì, 30 Luglio 2021
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Covid e zone, Castello Tesino verso il giallo

Il presidente Maurizio Fugatti ha incontrato il sindaco Graziella Menato

Scende all’1,7% il rapporto fra le persone positive e il totale dei residenti, circa 1000, a Castello Tesino. Il dato, relativo alla mattina di venerdì 27 novemrbe, è emerso nel corso di un incontro, avvenuto in Municipio, fra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e il sindaco Graziella Menato. Presenti anche l'assessore Francesco Moranduzzo e il consigliere Fabio Franceschini, oltre al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo Franco Fabris. «Ringrazio i cittadini di Castello Tesino, l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine per l’impegno e per il grande senso di responsabilità dimostrato in questi giorni difficili» ha affermato Fugatti durante l’incontro.

«Il rapporto percentuale di positivi sul totale dei residenti si è abbassato notevolmente e adesso è ben al di sotto della soglia del 3%, il cui superamento aveva determinato le misure restrittive - ha aggiunto il presidente -. Un risultato importante, merito dei sacrifici della popolazione che ha compreso le ragioni della decisione presa dalla Provincia di concerto con il Comune. È stato un percorso condiviso che ha dato suoi frutti".

A fronte dell'attuale situazione epidemiologica, Castello Tesino uscirà dalla zona rossa alla scadenza dell'ordinanza, prevista per il 30 novembre. Fugatti ha poi spiegato che per le attività chiuse nei tre comuni trentini dichiarati zona rossa, oltre a Castello Tesino, Baselga di Pinè e Bedollo, sono previsti dei "ristori" aggiuntivi a quelli richiesti a livello nazionale. Proprio oggi, la Giunta provinciale ha deliberato al riguardo.

Il sindaco Menato ha chiesto al presidente un chiarimento sulla possibilità di aprire per Natale gli impianti sciistici di Passo Brocon. «Come noto - ha precisato Fugatti - il Governo nazionale è orientato a non permettere l'apertura delle piste per le festività natalizie. Noi, se la situazione dei contagi continuerà a migliorare, proveremo a rilanciare, insieme alle altre regioni alpine, la nostra richiesta e in ogni caso, se non sarà possibile aprire, chiederemo al Governo un riconoscimento delle perdite, non solo per i gestori degli impianti, ma anche per tutte le attività collegate allo sci».

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