Cassa integrazione Covid, i sindacati: "Bolzano la estende di 8 settimane, necessaria anche in Trentino"

L'appello di Cgil, Cisl e Uil

"La Provincia autonoma di Bolzano estende di 8 settimane la cassa Covid, serve subito un accordo analogo anche in Trentino per dare sicurezza alle aziende". Questo l'appello di Cgil, Cisl e Uil dopo la firma dell'accordo in Alto Adige.

Grazie all’intervento dell’assessore provinciale al lavoro Philipp Achammer, che stamattina ha incontrato a Bolzano sindacati e associazioni datoriali, si è sbloccato il confronto - precisano i sindacati - . Saranno garantite ulteriori 8 settimane di cassa integrazione alle aziende aderenti al fondo con risorse stanziate sul bilancio della Provincia autonoma di Bolzano.

“Serve subito un accordo analogo anche in Trentino – incalzano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Tramite il fondo di Solidarietà del Trentino si può infatti realizzare una misura identica a quella di Bolzano. Bisogna infatti garantire almeno la possibilità giuridica di estendere anche in Trentino la copertura degli ammortizzatori sociali per i prossimi mesi alle aziende e ai lavoratori che ne hanno bisogno, considerato che alcune attività economiche, come quelle turistiche o della ristorazione, sono ripartite sì ma a ritmi ridotti”.

In pratica, con l’accordo che verrà firmato nelle prossime ore, la Provincia autonoma di Bolzano garantisce 8 settimane di cassa integrazione in più rispetto alle 18 settimane fissate, fino ad oggi, dal decreto Rilancio Italia, offrendo così alle aziende e ai lavoratori altoatesini delle piccole imprese la copertura con gli ammortizzatori sociali almeno fino a settembre.

“In attesa che il Governo nazionale decida finalmente di investire nuove risorse nella cassa integrazione Covid-19 – avvertono Grosselli, Bezzi e Alotti – è fondamentale che l’assessore provinciale al lavoro Spinelli convochi le parti istitutive del Fondo di Solidarietà per replicare l’accordo di Bolzano rapidamente. È un passaggio necessario per verificare poi, dati alla mano, se sia necessario dare operatività all’estensione della cassa integrazione anche in Trentino. Senza l’accordo tra le parti non si potrà intervenire in alcun modo”.

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