Cassa integrazione al San Pancrazio: confronto con i sindacati

Cassa integrazione: 58 è il “massimale” di risorse che potranno venire coinvolte in una cassa integrazione anche parziale (riduzione di orario) nelle prossime 9 settimane.L'utilizzo della cassa integrazione riguarderà numeri minimi di personale,principalmente non assistenziale.Non è previsto alcun utilizzo di cassa integrazione per medici e infermieri.Previsto un minimo utilizzo di questo strumento per oss e fisioterapisti a seconda di come evolverà lo scenario nei prossimi giorni.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Nelle comunicazioni dei giorni scorsi con le sigle sindacali coinvolte abbiamo indicato 58 come potenziale “massimale” di risorse che potranno venire coinvolte in una cassa integrazione anche parziale (riduzione di orario) nelle prossime 9 settimane. Si tratta di un numero previsionale, richiesto dai tecnicismi della cassa integrazione. Domani (venerdì 17/4) durante l’esame congiunto, calendarizzato da tempo, discuteremo nel dettaglio di tutti gli aspetti per addivenire ad una sintesi condivisa, delle modalità di applicazione dei sistemi di sostegno al reddito a tutela dei lavoratori. Al tavolo con noi siederanno le sigle sindacali che, contrariamente a quanto sostengono nello stesso articolo, sono state opportunamente informate come da prassi delle motivazioni alla base del ricorso allo strumento, con un’informativa preliminare e una esaustiva spiegazione. Dobbiamo inoltre specificare che non è previsto alcun utilizzo di cassa integrazione per medici e infermieri mentre prevediamo un minimo utilizzo di questo strumento per oss e fisioterapisti a seconda di come evolverà lo scenario nei prossimi giorni. La cassa integrazione, se fosse necessario, è revocabile in ogni momento. L'utilizzo della cassa integrazione riguarderà numeri minimi di personale principalmente non assistenziale. Perché la riduzione delle attività e la conseguente richiesta di integrazione salariale. Fin dall’inizio della pandemia abbiamo adottato tutta una serie di iniziative in ottemperanza alle disposizioni governative per il contrasto e contenimento del Coronavirus. A tal proposito, pertanto, sono state sospese le attività ambulatoriali e di Day Hospital, così come le attività in regime di ricovero hanno subito un rallentamento connesso alla riduzione delle attività in elezione svolte dagli ospedali in questo periodo di emergenza. Da questo provvedimento sono stati esclusi i casi di oggettiva gravità o indifferibilità che sono valutati di volta in volta dalla direzione sanitaria della struttura. Conseguenza ovvia di questa forte, ma necessaria, riduzione delle attività, è stata la prospettiva di riduzione dell’impegno lavorativo di alcune nostre figure professionali. Per tali motivi abbiamo preso in considerazione la richiesta di un intervento di integrazione salariale a tutela dei propri lavoratori. Per accedere alla cassa integrazione, così come previsto dalle misure attuali, è necessario indicare tutti gli operatori dei profili professionali che l’azienda prevede possano essere toccati da necessità anche minime di riduzione dell’attività. L’incertezza dovuta all’evolversi della pandemia impone la massima cautela. La Direzione dell’Ospedale San Pancrazio-Santo Stefano Riabilitazione

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