Giovedì, 23 Settembre 2021
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Svista nel bando del Centro S. Chiara: Carollo torna all'attacco

Dopo aver fatto saltare la prima selezione il dj roveretano torna all'attacco del bando che ha riportato Nardelli alla direzione del Centro S. Chiara

E' ancora lontana dall'essere conclusa la lunga e travagliata vicenda della dirigenza del Centro Culturale Santa Chiara. Dopo il ricorso di Agostino Carollo, che portò all'annullamento della selezione ed alla decadenza del direttore Francesco Nardelli, l'ente culturale provinciale ha emesso una seconda selezione, pochi giorni fa,  riconfermando Nardelli.

Il dj roveretano, o meglio il suo legale, ha vagliato anche la seconda selezione riscontrando presunte irregolarità. Per ora la segnalazione è stata fatta solamente alla Provincia, ma la minaccia di procedee nuovamente per vie legali è sullo sfondo. 

Anche questa volta Carollo, che si aggiudicò il Natale roveretano grazie ad una carta d'identità mancante, fa leva su un dettaglio del bando, apparentemente una svista: nella dichiarazione (fac-simile scaricato da internet e diffuso da Carollo) si legge la formula "il sottoscritto [...] dichiara di essere in possesso di..." e dopo i vari titoli che sono requisito di partecipazione nell'elenco si legge anche "eventuali sentense di condanna...".

Alla lettera si legge: "di essere in possesso di eventuali sentenze di condanna". Chiaramente il senso è che qualora i partecipanti siano destinatari di sentenze di condanna passate in giudicato devono dichiararlo. Ma alla lettera chi sottoscrive il documento dichiara di essere in possesso di una condanna. Se così non è dichiara il falso. Un'incongruenza lampante, forse non per chi ha scritto il bando, che rischia di far saltare ancora una volta la selezione". 

La vicenda, naturalmente, ha anche dei risvolti politici. Il consigliere del PD Luca Zeni ha già depositato un'interrogazione all'assessore alla Cultura Mirko Bisesti accusandolo di "ingerenze" e rifeendo di una sua presunta telefonata al presidente del Centro Santa Chiara per fermare tutto e rimandare di qualche mese l'assegnazione. Carollo, in tutta risposta, ha confermato l'interessamento di Bisesti per il suo caso. Non per vicinanza politica ma perchè "è stato l'unico ad interessarsene".

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