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Caro energia, Zanella interpella Fugatti: "Dove sono finiti i 100 milioni promessi?"

A fine luglio con la manovra di bilancio la Giunta provinciale aveva deciso di tenerli da parte proprio per le emergenze

Un trentino su 10 è a rischio povertà energetica, dicono i dati, che però sono stati calcolati ben prima dello shock energetico scoppiato nel Paese a partire dalla seconda metà del 2021, e che lasciano quindi pensare che la situazione sia destinata a peggiorare.

Un trentino su 10 a rischio povertà energetica

Il caro energia e l'inflazione gravano pesantemente sui bilanci familiari e le imprese sono a rischio chiusura. I rapporti che si susseguono descrivono un Paese in ginocchio. In Trentino la crisi si abbatte con tassi di inflazione più alti che nel resto del Paese, in un territorio dove il costo della vita - a partire dalla casa - è tra i più alti d'Italia, a fronte di stipendi medi che sono i più bassi del nord Italia e una percentuale di precariato che incide più che nel resto del Paese.

Di fronte a questa situazione, "che fine hanno fatto i 100 milioni di euro accantonati a fine luglio in sede di manovra di bilancio proprio per far fronte a future emergenza?", si chiede oggi il consigliere di minoranza Paolo Zanella (Futura).

“In sede di assestamento di bilancio - spiega Zanella - abbiamo provato a proporre alcune soluzioni per rispondere tempestivamente alla necessità dei cittadini, a partire dal tema casa e caro affitti. Avevamo anche chiesto alla Giunta di rendere immediatamente disponibile parte del fondo di 100 milioni stanziati per le urgenze autunnali per dare aiuti rapidi a cittadini e imprese messe in difficoltà dalla morsa degli aumenti. Ma la nostra proposta è stata bocciata con la promessa di Fugatti di dare comunque risposte tempestive. Tempestivo cosa significa, se non ora che la gente fatica ad arrivare alla fine del mese?”.

Il consigliere chiede che quei soldi vengano spesi subito per “interventi immediati, concertati con tutti gli attori del territorio da convocare subito”. In caso contrario, sostiene l’esponente di Futura, “rischiamo che in Trentino crescano oltremodo povertà e diseguaglianze e chiudano le imprese senza che si sia fatto nulla per contrastare la crisi”.

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