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Il caro energia cambia le aperture estive delle piscine

Quest'anno gli impianti sportivi più energivori dovranno far fronte a 1,6 milioni di euro di costi in più

Il caro energia pesa anche sugli impianti sportivi più energivori: 1,6 milioni di euro di costi in più nel 2022, stima l'azienda speciale per la gestione degli impianti sportivi (Asis) del Comune di Trento. I rincari colpiscono soprattutto il PalaTrento, il palaghiaccio e le piscine. Proprio queste ultime, in vista dell’estate, stanno valutando il da farsi.

Per affrontare la situazione si è tenuto ieri, mercoledì 25 maggio, il “tavolo del nuoto” tra il Comune di Trento, l’Asis, la Federazione italiana nuoto (Fin) e le quattro società sportive che gestiscono i corsi di nuoto a Trento. L’obiettivo è da un lato contenere i costi, dall’altra garantire i corsi di nuoto.

Per l’impianto Ito Del Favero a Madonna Bianca - che gli scorsi anni chiudeva a metà giugno e riapriva a inizio settembre - si era inizialmente parlato di una chiusura fino al 2 ottobre. Il tavolo ha però stabilito di anticipare la riapertura al 19 settembre per permettere - come chiesto dal Comune - di ripartire con i corsi di nuoto in concomitanza con l’inizio della scuola. Per lo stesso motivo (consentire la conclusione dei corsi già avviati), l’impianto chiuderà il 12 giugno.

Di rimando le società hanno deciso di utilizzare le vasche, coprendo una parte dei maggiori costi, anche la settimana antecedente, e cioè quella dal 12 al 19 settembre. In compenso si è deciso un allungamento dei giorni di attività della piscina olimpionica esterna a Manazzon che ha aperto lo scorso 23 maggio e rimarrà aperta fino al 9 settembre. In estate rimarrà aperto anche l’impianto di Trento nord.

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