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Domenica, 22 Maggio 2022
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Caro carburanti, arriva il taglio da 25 centesimi al litro

L'intervento del governo Draghi vale quasi un miliardo. Il taglio su benzina, gasolio e gpl durerà fino a fine aprile. Per le accise bisognerà aspettare

Il governo Draghi ha adottato una misura a tempo sulle accise che incidono sui prezzi energetici perché "le fluttuazioni ora sono tali che impegnarsi troppo a lungo potrebbe diventare controproducente. Si va su periodi brevi e poi ci si organizza in tempo reale vedendo i contratti forward", ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

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Il taglio di 25 cent al litro e le altre misure

Doveva essere appena 8,5 centesimi al litro il taglio sui carburanti ma si è arrivati a 25 centesimi, il triplo. Secondo l'ipotesi iniziale il taglio su benzina, gasolio e gpl doveva valere appena un mese, mentre in realtà si arriverà a fine aprile. Ma nel caso verrà poi prorogato. La spesa iniziale era di 308 milioni, corrispondenti all'extragettito Iva dell'ultimo trimestre 2021, in questo modo si viaggia attorno al miliardo. 

Oltre a questo il decreto varato venerdì 18 marzo introduce una norma a favore dei pendolari prevedendo la possibilità che le imprese private cedano gratuitamente sino a 200 euro di buoni benzina o titoli analoghi destinati all'acquisto di carburanti senza che questi concorrano alla formazione del reddito.

Per il caro carburanti sono stati poi stanzianti 195 milioni a favore di agricoltura e pesca con un credito d'imposta pari al 20% della spesa sostenuta nel primo trimestre del 2022. Altri sostegni sono stati previsti per l'autotrasporto: stanziato un fondo da 3-400 milioni per aumentare lo sconto già in essere per questo settore sul gasolio, incrementare gli sconti sui pedaggi e rifinanziare "Marebonus" e "Ferrobonus". 

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Il caso accise è meno semplice di quel che sembra

Come mai la benzina è aumentata così tanto? C'entra la guerra in Ucraina, ma non solo. Infatti a gennaio l’invasione russa era uno scenario lontanissimo ma il prezzo della benzina aveva già cominciato la sua scalata. E a notarlo, oltre agli automobilisti e ai trasportatori, sono state anche le casse pubbliche che nel primo mese dell’anno ha visto arrivare dalle accise sui carburanti 1,13 miliardi, cioè il 23,5% in più del gettito prodotto 12 mesi prima. L'Italia ha la componente fiscale tra le più alte in Europa, con accise e Iva che pesano per il 55% sul prezzo al consumo della benzina e per il 52% su quello del gasolio.

Le accise sono sempre al centro del dibattito, ma farle calare è meno semplice di quanto si creda. La prima ragione è che le accise sugli autotrasportatori sono già al minimo, e anzi l’alleggerimento fiscale su questo gasolio è il più ricco fra i "sussidi ambientalmente dannosi" che in tempi recenti anche se resi archeologici dall’impennata inflattiva sono stati più volte nel mirino delle proposte di taglio per accelerare la transizione "verde". Esiste anche un problema di coperture. Perché alla finanza pubblica non basta prevedere un’impennata del gettito per coprire nuovi sconti fiscali. Anche questa mossa ha bisogno del nuovo Def, atteso in consiglio dei ministri a fine marzo o inizio aprile.

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