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Festa della  Fisarmonica al rifugio Potzmauer, Val di Cembra

Festa della Fisarmonica al rifugio Potzmauer, Val di Cembra

Tutti i canti popolari del Trentino disponibili online

Un archivio sterminato di canzoni, filastrocche e danze curato e rinnovato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Tra pastorelle figlie del Sole, spazzacamini impenitenti e cronache d'epoca

Un viaggio nella cultura popolare trentina attraverso un archivio sterminato di canzoni. Se è vero, come diceva Bob Dylan, "la musica folk non si può uccidere", è vero anche che ai nostri giorni le possibilità offerte dalle tecnologie digitali e dalle piattaforme online possono dare un contributo fondamentale per mantenere viva una tradizione che, altrimenti, rischierebbe di morire. E' questo l'obiettivo del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, che ha pubblicato online Apto, ovvero l'archivio completo della tradizione orale trentina.

Un tesoro musicale composto da migliaia di registrazioni audio, disponibili all'ascolto gratuitamente, raccolte da studiosi ed appassionati. L'elenco è rappresentativo di ogni valle del Trentino, e presenta una serie sterminata di canzoni popolari, alcune anche in più versioni. Mettere il naso, anzi in questo caso l'orecchio, nell'archivio significa muovere i primi passi in un mondo popolato da barcaroli, spazzacamini maliziosi, pastorelle che si rivelano essere figlie nientemeno che del Sole, oltre ad emigranti, mugnai e cacciatori.

Si scopre così, per esempio, che tra le tante storie narrate dalle canzoni popolari anche in Trentino arrivò l'eco del naufragio della nave Sirio, il piroscafo affondato nell'Atlantico, carico di centinaia di emigranti italiani, nel 1906. Non mancano vere e proprie "hit" ancora cantate ai nostri giorni, come la curiosa ricetta musicale dei Canéderli o La Villanella, resa celebre dal coro della Sat ed utilizzata recentemente per uno spot pubblicitario delle mele trentine. Alcune registrazioni non sono nemmeno vere e proprie canzoni ma filastrocche, "conte", rime goliardiche dei coscritti, addirittura richiami per le mucche. 

La storia stessa dell'archivio è curiosa. L'Archivio Provinciale della Tradizione Orale nasce nel 1997 grazie al Dipartimento Cultura della Provincia, per raccogliere tutte le registrazioni di etnomusicologia trentina a partire dagli anni Cinquanta e proseguire il lavoro di raccolta. Dal 2002 la gestione è passata al Museo di San Michele all'Adige che, qualche anno più tardi, ha pubblicato tutto online. Nel 2004 è stato pubblicato il CD “Da la cuna al nar de là. Il ciclo della vita nella musica di tradizione orale nel Trentino”, una prima antologia musicale che raccoglie 44 brani archiviati nell’Apto, rappresentativi del canto di tradizione orale in Trentino.

"Si tratta prevalentemente di documenti musicali di tradizione orale - spiegano i curatori del Museo - parte di un repertorio popolare elaborato e forse più umile di quello notissimo della coralità di montagna sul modello SOSAT-SAT, che ad esso è contiguo, ma che è ugualmente importante per definire e caratterizzare la musicalità popolare del Trentino. Nell’Archivio si trovano canti, brani strumentali e documenti verbali che fanno parte di un repertorio diffuso non solo in regione, ma almeno in parte documentabile in tutta l’Italia settentrionale". Buon ascolto!

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