Bonus baby sitter: ecco quali famiglie potranno beneficiarne

La Giunta provinciale mette in campo 4,5 milioni di euro, ma la platea è ristretta a un migliaio di famiglie

Repertorio

4,5 milioni di euro per il servizio baby sitter, a cura di educatori, a domicilio. Li ha messi a disposizione la Provincia sotto forma di bonus cumulabile con quello dell'Inps. A beneficiarne sarà però una platea abbastanza ristretta: la stima è di circa un migliaio scarso di famiglie.

Chi può ottenere il bonus

A poter usufruire del bonus baby sitter saranno le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano non in modalità smart working. La misura, in particolare, è rivolta alle madri lavoratrici del settore privato e del settore pubblico ma limitatamente ai comparti sanità, sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Destinatari del buono saranno solo i nuclei familiari con Icef inferiore a 0,40 ("che potrà essere calcolato - ha specificato l'assessore provinciale Stefania Segnana - a oggi, con le buste paga degli ultimi due mesi").

Il provvedimento - introdotto su indicazione degli Assessori alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli - ha durata fino al 31 luglio e prevede un costo orario di 20 euro per famiglie con un figlio e 25 euro per quelle con due o più figli. I nuclei familiari dovranno pagare solo il 10% del costo totale del servizio. Il restante 90% sarà a carico della Provinica che verserà il denaro direttamente agli enti che retribuiranno gli educatori. L’intervento è inoltre cumulabile al contributo baby sitter di 600 euro erogato dall’Inps, in modo da ridurre ulteriormente il costo residuo che grava sulle famiglie.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Si tratta solo di un primo passo - ha detto Segnana - stiamo pensando ad altre misure di sostegno alle famiglie". L’obiettivo principale di questa misura - si legge in una nota della Pat - è tutelare l’occupazione femminile durante la Fase 2 dell'emergenza coronavirus. Le mamme richiamate al lavoro fuori casa potranno ottenere servizi di cura e custodia a domicilio per i propri figli nell'attesa che vengano riattivati servizi come centri estivi, colonie e asili. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Elezioni comunali: i risultati in tutti i Comuni

  • Elezioni comunali 2020: lo spoglio in diretta

  • Rovereto, Valduga va al ballottaggio con Zambelli

  • Elezioni comunali Trento 2020, Exit Poll: Ianeselli oltre il 51%

  • Riva del Garda, al ballottaggio Mosaner e Santi, una manciata di voti separano i due candidati

  • Elezioni nelle Circoscrizioni: ecco i risultati

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TrentoToday è in caricamento