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Un anno di pandemia, famiglie in difficoltà: torna il bonus alimentare

Ecco i criteri per riceverlo e come fare per presentare domanda

Ammonta a più di 600.000 euro il fondo destinato al Comune di Trento per aiutare le famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza coronavirus, attraverso un bonus alimentare. "Per dare concreto aiuto ai cittadini colpiti dalla pandemia, con ordinanza del capo del dipartimento della protezione civile è stato disposto il pagamento di 400 milioni di euro in favore delle regioni e delle province autonome. Il provvedimento attribuisce alla provincia di Trento la somma complessiva di 2.941.569,59 euro, per un successivo riparto in favore dei comuni. La somma a disposizione del Comune di Trento è pari a 624.604,81 euro".

Possono accedere in via prioritaria al bonus alimentare, da utilizzare per acquisti alimentari, i nuclei familiari residenti nel territorio che si trovino in una delle seguenti situazioni, unita alla condizione che la somma dei risparmi o investimenti, complessivamente posseduti da tutti i componenti del nucleo al 31 dicembre 2020 e costituiti dalla somma dei saldi attivi dei conti correnti o postali o di carte prepagate intestate agli stessi, oltre che da ogni altra forma di risparmio o investimento di cui sia consentita la pronta smobilizzazione, è inferiore a 1.500 euro:

Caso A: disoccupazione e nessun reddito

tutti i membri del nucleo familiare in età lavorativa e non inabili al lavoro si trovano, al momento di presentazione della domanda, in stato di disoccupazione e nessun membro del nucleo familiare ha percepito o avrà titolo di percepire, nel gennaio 2021, alcuna entrata per redditi da pensioni, di capitale, d’impresa, o diversi, oppure derivante dalla locazione o dall’affitto di immobili, conseguente a rapporti già esistenti al momento della domanda, oppure per ammortizzatori sociali o per prestazioni sociali finalizzate a contrastare situazioni di disagio economico, già concessi al momento della presentazione della domanda

Caso B: nessuna entrata

Nessun membro del nucleo familiare ha percepito, nel dicembre 2020, un’entrata per redditi di lavoro dipendente, da pensione, di lavoro autonomo, di capitale o d’impresa, per redditi diversi, oppure derivante dalla locazione o dall’affitto di immobili, oppure per ammortizzatori sociali o per prestazioni sociali, finalizzate a contrastare situazioni di disagio economico.

Caso C: titolari di aiuti sociali

Qualora i fondi stanziati consentano la completa soddisfazione delle domande relative ai nuclei familiari che rientrino nel caso a) o nel caso b), potranno accedere  al bonus alimentare i nuclei familiari, residenti nel territorio della Comunità, che si trovino nelle seguenti condizioni, e sempre che la somma dei risparmi o investimenti in disponibilità sia inferiore a 1.500 euro:

Uno o più membri del nucleo familiare sono titolari, al momento di presentazione della domanda, di prestazioni sociali, finalizzate a contrastare situazioni di disagio economico.

Gli importi ed i numeri da contattare

L’importo del bonus alimentare, erogato soltanto una volta per ciascun nucleo familiare, è riconosciuto in misura pari a:
    • 150 euro per nuclei familiari costituiti da una persona
    • 250 euro, per nuclei familiari costituiti da due persone
    • 350 euro, per nuclei familiari costituiti da tre persone
    • 500 euro, per nuclei familiari costituiti da quattro persone e più.

Qualora il richiedente non abbia la possibilità di formulare la domanda con modalità telematica, potrà richiedere il supporto del Comune per la presentazione della stessa contattando il numero 0461-884883 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12 e il giovedì anche dalle 14.30 alle 16). Per informazioni sono altresì contattabili i numeri 0461 / 884477 - 889960 - 889825 - 889940 - 889910 - 889880 - 884466. È inoltre possibile inviare un’email all’indirizzo bonusalimentare@comune.trento.it.

Il bonus alimentare verrà erogato ai beneficiari attraverso accredito diretto sul conto corrente indicato nella domanda ed intestato o cointestato al richiedente. Nel caso in cui non vi sia un conto corrente oppure lo stesso sia in passivo il beneficio potrà essere riscosso con modalità alternative.

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