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foto di Elisa Vinciguerraq

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Una "pinta" trentina direttamente a casa: con lo shop online si sostengono i birrifici artigianali

Ecco alcuni nomi del variegato panorama brassicolo trentino

Trentino terra di birra. L'unica regione in Italia che "fa rima con vino", come recitava uno slogan di qualche decennio fa, è in fermento almeno dai primi anni duemila. A vent'anni dalla rivoluzione che ha portato l'Italia a riscoprire le birre locali, indipendenti, non filtrate nè pastorizzate, il Trentino vede un florido panorama brassicolo, in continua evoluzione.

Tra i migliori birrifici presenti sul territorio troviamo Birra Barbaforte, con le sue alte fermentazioni in stile anglosassone; il Birrificio BioNoc' del Primiero, tra le migliori realtà italiane per le fermentazioni "acide" ma non solo; la Birra Rendena, specializzata in basse fermentazioni fedeli allo spirito tedesco dell'arte brassicola, così come il Birrificio Leder in Val di Ledro. Tutte realtà più volte premiate nel concorso nazionale Birra dell'Anno promosso da Union Birrai.

In Val di Fiemme l'antica vocazione birraia locale è stata recuperata dalla famiglia Gilmozzi di Birra di Fiemme a Daiano, tra le prime realtà a produrre in Trentino le materie prime, luppolo e orzo, così come Maso Alto, nello splendido scenario delle colline avisane a due passi da Trento, che può orgogliosamente marchiare le proprie birre come prodotti biologici. La birra scorre anche tra i meleti della Val di Non dove il Birrificio Fon di Fondo, il Km8 di Terres ed il birrificio della famiglia Melchiori a Tres sono realtà consolidate, quest'ultima presente anche nella grande distribuzione a livello locale. Anche la remota Val di Pejo ha il suo birrificio, omonimo, a riprova della diffusione capillare della birra artigianale nelle valli.

In Valsugana, precisamente a Castel Ivano, troviamo Birrificio degli Arimanni, che prende il nome dagli "uomini liberi" della Germania medioevale e produce alte fermentazioni, anche in questo caso con luppolo trentino. Nel capoluogo le realtà in fermento sono due: Passion Brewery e 5+, rispettivamente a nord ed a sud della città, oltre allo storico brewpub Pedavena, il cui nome rimanda al secolo scorso quando a Trento era presente la birra dell'omonima località feltrina, oggi uno dei marchi più importanti a livello nazionale. A pochi passi dalla città altre due realtà tra le prime a portare la birra artigianale in Trentino: Birra del Bosco a San Michele all'Adige e Rethia a Vezzano, entrambi veri "pionieri" del movimento brassicolo locale.

Scendendo lungo la Valle dell'Adige si incontrano il Birrificio Plotegher a Besenello, e ben due birrifici nel borgo di Mori: Teddybier e Artesan Birrante. L'ultima novità nel panorama brassicolo trentino arriva dall'Alto Garda: si chiama Impavida, ed il nome dice tutto sulle difficiltà che le restrizioni anti-covid comportano ma anche sulla volontà di superare ogni ostacolo in nome della birra buona ed indipendente.

Per contrastare la crisi, conseguente alla chiusura dei pub, molti birrifici artigianali trentini hanno scoperto o in alcuni casi riscoperto il commercio online. Sui siti delle singole realtà è possibile accedere direttamente alla pagina dello "shop" e scorrere prezzi e proposte. Certo, l'atmosfera del pub purtroppo dovrà ancora aspettare, ma in questo modo è possibile gustare direttamente a casa una buona pinta trentina e sostenere il mondo della produzione locale. Prost!

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