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La storia di Matias, il bimbo salvato dai carabinieri di Arco

I militari dell'Arma non hanno esitato un attimo sul da farsi e così hanno salvato Matias. Yarileidys: «Ci hanno detto che se non ci fosse stato l'intervento dei carabinieri, sarebbe potuta andare peggio»

Yarileidys, Juan Gabriel e Matias

Sta bene Matias, il piccolo di 14 mesi salvato anche grazie all'intervento dei carabinieri di Arco venerdì 11 giugno. Un intervento provvidenziale per il piccolo che ora è a casa con mamma Yarileidys Rivera e papà Juan Gabriel Morales. Entrambi latini, lei cubana e lui colombiano. Al mattino Matias aveva avuto qualche linea di febbre «ma niente di che, 37,4 » racconta mamma Yarileidys, «alla sera è salita a 38, aveva appena bevuto il latte e gli è venuto praticamente un attacco epilettico, una convulsione». Il piccolo ha rigurgitato un po' di latte proprio durante l'attacco e non riusciva più a buttarlo fuori. «Io mi stavo facendo la doccia» continua Yarileidys, «Matias era in braccio a suo papà ed era diventato nero. Per noi stava morendo, siamo arrivati in ospedale con i carabinieri che per caso erano lì. Avevamo chiamato l'ambulanza ma non ce la facevamo ad aspettarla. La macchina ce l'avevo lontana, mio marito non ha la patente e io non sarei riuscita a guidare, ero molto nervosa».

Un intervento provvidenziale quello dei carabinieri di Arco

Attimi di ansia e di tensione fortissima quelli vissuti da Yarileidys e Juan Gabriel per il loro piccolo, ma i militari della stazione di Arco, in pochissimo, hanno portato tutti e tre in ospedale. «In pochi secondi i carabinieri ci hanno portato all'ospedale» racconta ancora Yarileidys e questo, il fatto di non aver esitato su quanto fosse necessario fare in quel momento, sarebbe stato fondamentale per la salute del piccolo. «Ci hanno detto che se non ci fosse stato l'intervento dei carabinieri, sarebbe potuta andare peggio, perché non sarebbe potuto rimanere troppo tempo senza respirare. Noi, nel frattempo, avevamo fatto quello che il 112 ci aveva detto di fare: lo avevamo spogliato, avvolto negli asciugamani bagnati e messo sul lato per vedere se buttasse quanto gli era rimasto in gola, ma non riusciva». Fortunatamente, quel "peggio" non c'è stato e dopo aver trascorso una notte in ospedale, Matias, mamma e papà sono tornati a casa loro.  

Yarileidys ha un altro figlio di 18 anni. Non le era ancora capitata un'esperienza così e la paura che ha provato nel vedere il suo bambino stare così male, è stata ovviamente tremenda. La paura fortunatamente ora è passata e Yari ride al telefono, perché ormai quel brutto momento è molto lontano e per questo ha anche scritto una lettera di ringraziamento ai carabinieri che hanno aiutato Matias a raggiungere l'ospedale nel più breve tempo possibile. «Ho scritto loro una lettera per ringraziarli» conclude Yarileidys, «uno di loro si chiama Gabriel come mio marito, sono stati proprio bravi. Il loro è stato l'intervento più veloce in assoluto. Mi hanno anche chiamato dopo che siamo usciti dall'ospedale per sapere come stesse Matias». 

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