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Immagine repertorio (da Flickr)

Immagine repertorio (da Flickr)

Chiamano Casa Sebastiano per un bimbo autistico: "La sua famiglia non lo vuole più"

La triste vicenda raccontata da Fondazione Trentina Autismo. Il piccolo è affidato al Tribunale dei minori

Un bimbo di undici anni affetto da autismo è stato affidato al Tribunale dei minori perché la sua famiglia non lo vuole più. A riferirlo Fondazione Trentino Autismo e la Casa Sebastiano di Predaia, che a metà luglio ha ricevuto la chiamata con cui si chiedeva una sistemazione adeguata per il bambino. 

"Un giorno come un altro il telefono squilla - ricorda il centro - all’altro capo l’assistente sociale di un’altra regione chiede informazioni: 'Dobbiamo trovare una sistemazione per un bambino di 11 anni con diagnosi di autismo'". Per Casa Sebastiano è normale ricevere richieste di questo tipo, moltissime le chiamate ricevute da tutt'Italia per informazioni e servizi. A sconvolgere il referente della Fondazione è però il motivo della richiesta: "La famiglia non lo vuole più, non vuole più tenerlo", dice l'assistente sociale. Una frase che in due anni di attività a Casa Sebastiano non era mai stata udita.

La denuncia della Fondazione: "Istituzioni assenti"

"Le parole rotolano fuori dal telefono, come massi, travolgenti, indomabili - afferma la Fondazione -. Se la famiglia per undici anni è stata a fianco al piccolo e non l'ha abbandonato a se stesso, vuol dire che questa decisione è arrivata in un momento di profonda crisi. È mancato il supporto delle Istituzioni, i servizi, l’aiuto necessari a che un bambino e i suoi genitori possano affrontare insieme la drammaticità di una disabilità dura, a volte durissima".

Gara di solidarietà per il bambino : strutture e famiglie offrono aiuto e accoglienza

"I familiari - continua la Fondazione - non hanno intravisto una strada, perché esiste la possibilità di affidarsi ai servizi sociali per un periodo usufruendo di residenzialità o centri diurni. Se questa famiglia si è arresa, vuol dire che le Istituzioni hanno fallito. È venuto meno il patto di aiuto ai deboli, il mandato etico, ancor prima che costituzionale, fondamento di ogni società che voglia dirsi civile, di sostegno ai componenti più fragili delle nostre comunità". Attualmente per il piccolo si sta cercando una nuova sistemazione, adeguata alle sue esigenze, anche se, come fa notare una referente della Fondazione, le possibilità non sono infinite.



 

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