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Autostrada del Brennero, i sindacati chiedono una soluzione che tuteli lavoratori e territorio

Filt di Trento e Bolzano: «si va di proroga in proroga, ma nessun ragionamento di prospettiva e il 31 luglio è vicino»

Scadrà fra meno di due mesi l’ultima proroga per la concessione autostradale. I sindacati sottolienano che ad oggi non ci sarebbe acuna certezza sul futuro di Autostrada del Brennero e, di conseguenza, sulla sorte dei mille dipendenti, ma anche sulla fine che faranno le risorse accantonate nel fondo ferrovia. C'è preoccupazione per il futuro tra i lavoratori. «È dal 2014 che si va avanti di proroga in proroga, l’ultima della durata di appena tre mesi e nessuno, sul piano politico, sembra realmente impegnato a costruire una soluzione strutturale e duratura per l’autostrada» sottolineano Stefano Montani della Filt del Trentino e Anita Perkmann della Filt di Bolzano. «L’autostrada è una risorsa economica e infrastrutturale fondamentale per i nostri territori e lo sarà anche in futuro nell’interconnesione con il tunnel del Brennero. Si parla da tempo della costruzione di una società in house e della liquidazione dei soci privati. Al di là però delle diverse visioni tra soci del nord e del sud, al di là delle parole impegni concreti per costruire una soluzione praticabile non se ne vedono all’orizzonte».

Per il sindacato la soluzione migliore resta quella della società in house: «Andare a gara passando ad una governance privata è una prospettiva che crea preoccupazione, anche perché non ci sarebbe certezza sul futuro degli investimenti già programmati». L'altro aspetto sottolineato nella nota dei sindacati riguarda l'attualità. «Se il futuro è incerto, il presente non è roseo» sottolineano. E questo, pare, a causa di carenza di personale in alcuni settori. «I casellanti sono pochi e ogni anno si procede dall’attivazione di contratti stagionali» prosegue Montani. «Quest’anno la società ha scelto di attivare contratti di brevissima durata, appena un mese invece che tutto il periodo estivo. Questo sta creando non pochi disagi, anche perché un contratto di 30 giorni è poco appetibile per molti lavoratori. Così i posti restano scoperti e non si danno le risposte adeguate né in termini organizzativi né di occupazione».

La prima domenica di giugno sono state segnalate lunghe code ai caselli del passo del Brennero. Per i sindacati la situazione non sarebbe destinata a migliorare visto la ripresa del traffico turistico, che si intensificherà. «Servono nuove assunzioni e con contratti di più lunga durata», concludono Montani e Perkmann.

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