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Associazioni animaliste contro la Giunta provinciale: "Le linee guida approvate per gli orsi sono uno strumento di morte"

Depositati tre ricorsi al Tar del Trentino per chiedere la cancellazione della delibera che in certi casi consente l'abbattimento degli animali

Immagine di repertorio

Le associazioni animaliste hanno annunciato di aver depositato tre ricorsi al Tar del Trentino per chiedere la cancellazione delle linee guida per la gestione degli orsi sul territorio della provincia. Linee guida nelle quali, tra l'altro, vengono stabiliti i criteri per cui sarà possibile abbattere un orso a seguito di atteggiamenti ritenuti pericolosi o dannosi per l'uomo.

In una nota, Enpa, Lac, Lav, Lndc, Oipa e Wwf Italia definiscono la delibera approvata dalla Giunta "un documento composto da cinquanta pagine nelle quali vengono minuziosamente codificate le regole di ingaggio per procedere con l’uccisione di orsi che assumono comportamenti aprioristicamente considerati problematici o che si trovano in situazioni critiche".

Nel mirino dei fucili del Corpo Forestale Provinciale, secondo le associazioni, potranno così finire tutti quegli orsi che, anche solo avvicinatisi agli ambiti urbani, non avranno dimostrato un cambiamento delle loro abitudini dopo due interventi di dissuasione, a prescindere dalla corretta conduzione di tali interventi. 

"A causa delle linee guida - scrivono gli animalisti - in questo momento M63 e F42, due orsi che sono stati notati mentre cercavano cibo nei cassonetti non protetti delle periferie dei paesi, corrono il rischio di essere uccisi. I rifiuti urbani e la loro messa in sicurezza mediante l’uso di cassonetti anti orso, è infatti il principale problema che può portare i plantigradi a comportamenti che altrimenti non metterebbero mai in atto. Un problema ben noto in tutte le zone che ospitano popolazioni di orso - continua la nota -, ma che la Provincia di Trento ha finora colpevolmente sottostimato, decidendo di cominciare a risolvere solamente dallo scorso 18 giugno, approvando una delibera che dispone finalmente una graduale, ed invero parziale e lenta, sostituzione dei cassonetti normali con quelli protetti che impediscono l’accesso agli orsi. Il ritardo è grave e non giustificabile, considerato che gli orsi sono stati reintrodotti proprio dalla Pat in quel territorio oramai dall’anno 2000".

"Le linee guida predisposte dalla Provincia di Trento sono solo un intollerabile strumento di morte, non serviranno minimamente a prevenire la presunta confidenza degli orsi con gli esseri umani e quindi gli altrettanto presunti possibili incidenti - dichiarano unite Enpa, Lac, Lav, Lndc, Oipa e Wwf Italia - per questo motivo abbiamo depositato tre ricorsi al Tar Trentino chiedendone la cancellazione".

"Se un orso appare confidente verso gli esseri umani - concludono le associazioni -, la responsabilità non è certo dell’animale ma delle colpevoli mancanze delle amministrazioni provinciali trentine che, nel corso degli anni, non hanno investito come necessario nella prevenzione e nell’educazione dei cittadini. Per questo motivo le linee guida devono essere immediatamente cancellate e sostituite da una puntuale pianificazione di interventi istituzionali che abbiano l’obiettivo di educare i cittadini ai corretti comportamenti da tenere in zone con presenza degli orsi e di mettere rapidamente in sicurezza tutte le fonti di cibo antropico".

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