I sindacati: "Troppa fretta sulla riapertura dei nidi, così si perde la funzione educativa"

Educatrici con la mascherina, giocattoli "personali" per ciascun bambino ed impossibilità per i genitori di accompagnare il rientro. Ancora tante perplessità in vista della riapertura totale del 18 giugno

Mancanza di socialità, di interazione, di comunicazione non verbale. Sono ancora tante le perplessità espresse dalle educatrici degli asili nido trentini, che entro il 18 giugno dovranno riaprire secondo l'ordinanza emanata dalla Provincia. I sindacati lamentano, oltre ad un mancato coinvolgimento nella definizione delle norme, l'inevitabile perdita della funzione educativa delle strutture per l'infanzia.

Le norme prevedono infatti che le educatrici indossino la mascherina. In questo modo, scrivono Cgil, Cisl e Uil in una nota, viene fortemente limitata la comunicazione non verbale tra bambini ed educatrici. Inoltre il reinserimento al nido, dopo tre mesi a casa, non può essere accompagnato dalla presenza dei genitori creando così una situazione potenzialmente traumatica per i piccoli.

I bambini avranno a disposizione dei giochi "personali" e le educatrici dovranno limitare il più possibile le interazioni, come lo scambio di giochi o il gioo in comune. "In queste condizioni non potrà essere garantito il servizio nelle modalità consuete, venendo meno le principali condizioni pedagogiche, di condivisione e di interazione sociale alla base del pensiero educativo e fondamentale aspetto che caratterizza il servizio", si legge nel comunicato congiunto delle tre sigle sindacali.

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