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Caso Pedri, Ferro guiderà l'Apss. Degasperi e Zanella: "la stessa persona che il 10 giugno non aveva segnalazioni né lamentele"

Un primo cerchio si è chiuso, la commissione di indagine interna si è pronunciata. Ora proseguono le indagini della Procura di Trento

Primo giro di boa per il caso Pedri e le indagini sull'Azienda sanitaria. La Provincia, il 17 giugno, aveva divulgato una nota dove dava notizia di inizio dei lavori da parte della commissione d'indagine interna all'azienda. Una nota, arrivata dopo che la scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri aveva avuto un eco nazionale attraverso i media e il programma Chi L'Ha Visto?. La stessa commissione, sabato 10 luglio, ha dichiarato di aver concluso i lavori e di aver preso una decisione, comunicata in una nota pubblicata dalla Provincia:  

"Dalla documentazione emergono fatti oggettivi e una situazione di reparto critica che rendono necessario, a partire da lunedì 12 luglio, il trasferimento del direttore dell’ostetricia e ginecologia di Trento ad altra unità operativa e di un altro dirigente medico ad altra struttura ospedaliera dell’Apss. Questi provvedimenti sono stati decisi al fine di tutelare la serenità delle pazienti, di tutti gli operatori coinvolti e a salvaguardia del buon funzionamento del reparto. La direzione generale invierà gli atti della commissione di indagine all’Ufficio procedimenti disciplinari per l’attivazione del relativo iter. L’unità operativa del Santa Chiara è stata affidata al direttore della struttura complessa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Rovereto che guiderà il reparto a scavalco". 

Benetollo si dimette, poi rimane e poi conferma le dimissioni

Qualche giorno prima, il 2 luglio, il direttore generale dell'Azienda sanitaria Pierpaolo Benetollo si era dimesso. Proprio nei giorni in cui si cercava Sara, il primario del reparto si preparava alla conferma del suo ruolo, arrivata in via ufficiale tre mesi dopo. La decisione, dopo che il caso è arrivato alle cronache nazionali e all'attenzione del Ministero, è apparsa più che mai fuori luogo. Il giorno prima che la commissione d'indagine interna divulgasse le proprie considerazioni, durante la consueta conferenza stampa del venerdì, il presidente Maurizio Fugatti aveva affermato: "Non ci sono dimissioni sottoscritte, Benetollo è e rimane in carica". Meno di 24 ore dopo, lo stesso Benetollo ha confermato di volersi dimettere e poco dopo, oltre alla notizia della chiusura dei lavori della commissione interna, è arrivata anche la nomina da parte della Giunta, del commissario che guiderà l'Apss: Antonio Ferro

Degasperi incredulo sulla nomina

Basito da questa nomina, il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha ricordato che un mese prima proprio Ferro aveva affermato non esserci state "né segnalazioni né lamentele". Era il 10 giugno e gli vennero chiesti aggiornamenti, informazioni e notizie sul caso Pedri da parte di una giornalista. Lui rispose così: "È un fatto che risale a mesi e mesi fa su cui ovviamente mi sono subito interessato come direttore sanitario per cercare di capire cosa fosse successo. Devo dire che, a una prima indagine interna che è stata fatta, ma riteniamo opportuna approfondire, non ci sono elementi oggettivi per ritenere che ci sia una connessione diretta tra questa sparizione e il lavoro. Perché la dottoressa era stata presa nella ginecologia di Cles, poi il punto nascite era stato chiuso ed era stata messa in reparto a Trento per fare esperienza. Da quello che abbiamo visto dall’indagine interna, non ha mai fatto un turno da sola o sotto particolare stress da quando è stata a Trento. Poi lei era ritornata a Cles. Lei ha avuto un colloquio con il primario di Cles, che era molto dispiaciuto per le sue dimissioni volontarie. Non abbiamo più avuto notizie, come atti oggettivi non abbiamo elementi, lettere o segnalazioni di problematiche collegate. Siccome è una vicenda pesante che ha riguardato e riguarda il reparto, abbiamo intenzione di approfondire la situazione. So che c’è un’indagine in corso". 

Dura reazione di Zanella dopo l'esito della commissione

Durissima la reazione anche del consigliere provinciale Paolo Zanella: "È assai grave che sia servita la ribalta nazionale sulla scomparsa della dottoressa Pedri per arrivare all'allontanamento del primario e di un'altra dirigente medica dell'unità operativa di Ostetricia e ginecologia. I "fatti oggettivi" e la "situazione critica" nel reparto documenti dalla commissione interna, non potevano essere accertati prima? Un mese fa il direttore sanitario riferiva che da un'indagine interna preliminare non era emerso alcun elemento oggettivo. Oggi, improvvisamente, gli elementi oggettivi sono tali da richiedere lo spostamento del dottor Tateo dal reparto. È bastata la volontà di audire il personale et voilà, il quadro è completamente cambiato. In tutto ciò c'è da chiedersi quale sia la responsabilità di coloro ai quali in azienda e in assessorato in questi anni erano arrivate segnalazioni di malessere lavorativo, di angherie e soprusi e che nulla hanno fatto per prendere in carico seriamente la situazione, come è avvenuto solo ora, solo dopo che un fatto eclatante ha interessato i media nazionali. Adesso è fondamentale sapere a chi sono giunte le segnalazioni in questi anni e perché non abbia agito tempestivamente per garantire il benessere organizzativo del reparto. Inoltre, ci si augura che quando si parla di trasferimento del direttore della Ginecologia del Santa Chiara, in attesa della commissione disciplinare, si intenda spostarlo in un'altra realtà come dirigente medico semplice, senza che abbia in capo la gestione di altro personale". Non resta che attendere la conclusione delle indagini in atto da parte della Procura di Trento.

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