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Vaccino, l'appello del vescovo di Trento: "Un gesto di amore e carità per gli altri"

Monsignor Lauro Tisi in visita alla residenza per anziani di Folgaria

"Vaccinarsi è un gesto di amore e di carità per gli altri". Parole dell'arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, in occasione della sua visita all'Apsp Casa Laner di Folgaria. Alla struttura è stato donato un crocefisso in legno come segno di ringraziamento e devozione per aver protetto gli ospiti durante le giornate più difficili della pandemia.

Realizzato dal giovane artigiano Massimiliano Toller, il manufatto ha ricevuto martedì - il 10 agosto, giorno del patrono San Lorenzo - la benedizione dell’arcivescovo monsignor Lauro Tisi al termine di una sobria cerimonia nel giardino della struttura, alla presenza dei vertici dell’Apsp, dell’assessore provinciale alla salute, dei sindaci di Folgaria, Lavarone e Luserna, del commissario della Comunità degli Altipiani Cimbri e del direttore generale facente funzioni dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Antonio Ferro. Accanto alle autorità civili e militari, non potevano mancare gli operatori della Croce rossa, i vigili del fuoco e tutti i volontari che quotidianamente aiutano la struttura ed i suoi residenti.

Significativo è stato l’appello alla vaccinazione lanciato dall’arcivescovo: “Momenti come questo sono nuovamente possibili grazie alle misure di prevenzione, oltre che per merito dei vaccini. Ho avuto modo di incontrare gli operatori, che in queste strutture stanno dando uno straordinario contributo di generosità. È il momento che tutti ci mettiamo la mano sul cuore e facciamo nostra questa generosità aderendo alla campagna vaccinale che può permetterci di uscire da questo incubo. Si tratta di un gesto di amore e di carità per gli altri: sono i dati a confermare che con il vaccino torniamo a respirare”.

Nel salutare gli ospiti e nel ringraziare gli operatori sanitari e i volontari per il prezioso lavoro che ogni giorno svolgono all’interno delle case di riposo di tutto il Trentino, le autorità hanno evidenziato come momenti di incontro come quello di oggi siano di buon auspicio per riaccendere la vita sociale delle persone e riallacciare i contatti che il virus ha temporaneamente, ma comunque a lungo, sospeso.

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