Martedì, 28 Settembre 2021
Attualità Cavalese / Alpe Cermis

Anniversario della strage del Cermis: "Una ferita aperta, l'ansia di giustizia non è colmata"

Lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la cerimonia a 22 anni dalla strage

Cermis: il nome della montagna sopra Cavalese evocherà, purtroppo, per sempre il disastro del 3 febbraio 1998 quando un aereo militare americano tranciò il cavo della funivia che portava gli sciatori in quota. In un momento persero la vita 20 persone. Una vicenda sulla quale la Giustizia non ha seguito ancora il suo corso: negli USA una corte militare accerto che òa velicotià alla quale stava viaggiando il velivolo era troppo alta (1000 chilometri all'ora) e la quota troppo bassa (nemmeno un centinaio di metri), ma fu anche accertata l'assenza di un'adeguata segnalazione del cavo nelle mappe di bordo. Dopo un'inchiesta interna all'esercito americano ed un processo-lampo la corte marziale emanò l'assoluzione dall'accusa di omicidio plirimo colposo per i due piloti. 

Une ferita che, 22 anni dopo, è ancora aperta.  “Di fronte al potere del male ci troviamo impreparati e umiliati anche come comunità. L'uomo può arrivare ad atti irresponsabili: per questo dobbiamo andare oltre le nostre fragilità e miserabilità”. Queste le parole, pesate e pesanti allo stesso tempo, pronunciate dal parroco don Albino Dell'Eva nella cerimonia che si è svolta al cimitero di Cavalese. Accanto alla cittadinanza, alla cerimonia hanno partecipato le più alte cariche militari e civili, con i sindaci della zona in fascia tricolore, i rappresentanti della Comunità territoriale e della Magnifica Comunità di Fiemme, l'assessore Gottardi, il vicepresidente del consiglio regionale Luca Guglielmi e i consiglieri provinciali Pietro De Godenz e Gianluca Cavada. 

"Gli accertamenti giudiziari e le vicende processuali, sottoposti ai vincoli degli accordi internazionali, non hanno colmato l'ansia di giustizia di parenti e collettività locali. Un Paese democratico e moderno deve porre al primo posto la sicurezza della vita dei cittadini e la serenità della loro esistenza" queste le parole contenute nella lettera inviata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarellain occasione della cerimonia, lette dal sindaco di Cavalese Silvano Walponer.

"Rimangono aperte le ferite e l'ansia di giustizia non è stata colmata - ha aggiunto il primo cittadino - Né il tempo né la storia potranno cancellare dalla mente dell'uomo libero e giusto le cause, l'irresponsabilità e la superficialità di coloro che hanno provocato queste tragedie. La memoria è un dovere morale e dobbiamo fare in modo che gli errori e gli sbagli che la storia ci ha voluto tristemente consegnare, non abbiano a ripetersi".
 

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