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Trento, celebrato il 207° anniversario della fondazione dell'Arma dei carabinieri

Negli ultimi 12 mesi sono stati raggiunti concreti risultati operativi dai Reparti dell’Arma nella Provincia Trentina, che hanno perseguito circa l’83% dei reati commessi sul territorio, con un apprezzabile risultato sul piano repressivo, in linea o superiore all’andamento medio nazionale. L’attività di contrasto è stata diretta su più fronti, dalla lotta alla criminalità organizzata, allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla turbativa negli approvvigionamenti per il materiale sanitario durante la pandemia e i reati contro il patrimonio

Anche a Trento, nella mattinata di sabato 5 giugno, è stato celebrato il 207° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, alla Caserma di via Barbacovi, intitolata alla M.O.V.M. Magg. Rocco Lazazzera. I carabinieri del Comando Provinciale di Trento hanno celebrato la ricorrenza con la deposizione di una corona d’alloro in onore ai caduti, alla presenza Commissario del Governo per la Provincia Autonoma di Trento,  il Prefetto Sandro Lombardi.

Celebrato a Trento il 207° anniversario della fondazione dell'Arma dei carabinieri

Purtroppo, per il secondo anno e data la contingente restrizione pandemica, la cerimonia si è svolta in forma assolutamente ristretta, senza autorità né reparti schierati, pur mantenendo integre le valenze morali e lo spirito di una tradizione ultra centenaria, proiettata verso la più aderente attualità.

La ricorrenza è dettata dalla concessione, il 5 giu. del 1920, della prima Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Bandiera dell’Arma, per gli eroici comportamenti individuali e dei Reparti, tenuti durante il primo conflitto mondiale e con l’odierna cerimonia i Carabinieri Trentini hanno inteso rinnovare l’impegno per la loro missione, nello spirito di appartenenza all’Arma, da sempre tra la gente e per la gente.

Negli ultimi 12 mesi sono stati raggiunti concreti risultati operativi dai Reparti dell’Arma nella Provincia Trentina, che hanno perseguito circa l’83% dei reati commessi sul territorio, con un apprezzabile risultato sul piano repressivo, in linea o superiore all’andamento medio nazionale. L’attività di contrasto è stata diretta su più fronti, dalla lotta alla criminalità organizzata, allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla turbativa negli approvvigionamenti per il materiale sanitario durante la pandemia e i reati contro il patrimonio.

Nella lotta al traffico di droga spicca l’operazione del Nucleo Investigativo, culminata a dicembre con l’arresto di 23 persone, per una ordinanza del GIP, richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trento a carico di alcuni grossisti dello spaccio su Trento, Rovereto e territori dell’Alto Adige, Garda e Valsugana.

Per la repressione e prevenzione dei reati contro il patrimonio, con le diverse attività tra quella delle Compagnie di Cles e Trento, che in collaborazione hanno individuato i responsabili di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati predatori (27 tra rapine e furti in abitazione) con 5 misure cautelari in carcere, per reati soprattutto in danno di anziani, tra Trento e Brescia. I responsabili, dalle zone di Alba (CN) e Asti, facevano vere trasferte criminali, per colpire ville isolate nelle nostre valli.

Considerevole anche il contributo dei reparti speciali dell’Arma, il Ros. con l’operazione “Perfido” ha individuato la prima locale di ‘ndrangheta in Trentino e condotto all’arresto di 18 persone, destinatarie di ordinanze di custodia cautelare, mentre il Noe ha rilevato evidenti anomalie riconducibili a importanti impianti industriali nella valle dell’Adige, denunciando i responsabili per inquinamento ambientale e impedimento al controllo. Infine il Nas è stato costantemente impegnato nel controllo e verifica delle attività derivanti e correlate alla grave pandemia da SARSCoV-2.

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