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Madonna di Campiglio, gli animalisti richiamano l'attenzione al giro d'Italia

Alcuni militanti del coordinamento «macachi liberi» hanno esposto uno striscione in favore degli Orsi del Trentino al passaggio dei ciclisti del giro d'Italia a 5 km dall'arrivo di Madonna di Campiglio

Non si ferma la lotta degli animalisti in Trentino, dopo l'incursione di domenica 18 ottobre al Casteller, i volontari del «Coordinamento Macachi Liberi» mercoledì 21 ottobre hanno affisso degli striscioni a Madonna di Campiglio in occasione dell'atteso passaggio del Giro d'Italia. «Giù le mani dagli orsi» è lo slogan impresso a caratteri cubitali sullo striscione esibito dagli attivisti del gruppo animalista in prossimità del percorso del rinomato evento sportivo.

La protesta del mondo animalista va avanti. Gli attivisti continuano a chiedere che gli orsi in custodia al Casteller di Trento vengano liberati. In quel centro faunistico sono già in corso accertamenti per verificare se le ipotesi sul trattamento verso gli animali sia corretto. Le verifiche sono partite a seguito della relazione prodotta dai carabinieri del Cites, l'organo che tutela le specie di fauna e flora protette dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, relativa al sopralluogo attuato lo scorso 14 settembre.

Gli orsi in questione, nello specifico M49, più noto come Papillon, M57 e DJ3 sono al momento sarebbero trattenuti in spazi non idonei alle loro necessità; «l'attuazione di comportamenti autolesivi stereotipati è un forte marcatore di stress che i tre mammiferi stanno subendo - riportano gli animalisti -, hanno inoltre smesso di alimentarsi e ad aggravare la situazione, dei lavori di ristrutturazione in corso presso la struttura, che destabilizzano la già precaria condizione degli animali. Gli orsi versano decisamente in condizioni che mettono seriamente a rischio la loro sopravvivenza e poiché non costituiscono, di fatto, un reale pericolo né per l'uomo né per la fauna, non si riscontrano motivi validi a giustificare la loro detenzione presso il Casteller».

La speranza degli animalisti è che il messaggio arrivi forte e chiaro alle istituzioni e agli enti preposti alla salvaguardia del benessere animale, affinché intervengano il prima possibile per mettere fine a tutta la situazione che vede coinvolti i plantigradi trentini e provvedano ad adottare politiche di convivenza con la fauna selvatica «più ragionevoli ed etiche».
«Del resto - proseguono gli animalisti - è bene ricordare che gli ospiti di queste montagne, non sono certo gli orsi». Il blitz è l'atto finale di un'azione che a macchia d'olio ha toccato diverse città italiane, Torino, Milano, Roma, Lodi, Vicenza, Verona, Bassano del Grappa, Tortona, Foligno, Rimini, Saronno, Pavia e altre, in cui nella notte tra il 20 ed il 21 ottobre sono stati affissi nei principali luoghi di passaggio, striscioni recanti la scritta «Libertà per gli orsi in Trentino #stopcasteller».
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