Gli animali al tempo dell’emergenza coronavirus: il vademecum dell’Enpa

il vademecum dell’Enpa: alcune domande e alcune risposte, selezionate tra le centinaia alle quali Enpa risponde in queste ore.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

In concomitanza con le nuove disposizioni che dichiarano anche il nostro territorio area "protetta", imponendo necessarie e stringenti limitazioni alla circolazione, si stanno diffondendo notizie false circa presunti abbandoni di migliaia di animali domestici. È bene dirlo subito e con chiarezza: si tratta di fake news, bufale senza fondamento, che mirano solo a dare un po' di visibilità a novelli arruffapopoli, e che, purtroppo persone disinformate rilanciano sui social. Mentre l'ENPA, che gestisce rifugi per cani e gatti in tutto il territorio nazionale, può sconfessare categoricamente. Un'altra bufala deve essere smentita subito e chiaramente: gli animali non trasmettono il coronavirus. Anzi, in giornate come quelle che stiamo vivendo attualmente gli animali possono darci un sostegno importante, per superare lo stress di una situazione inattesa e complicata, grazie alla loro presenza, ed anche perché gli impegni nei loro confronti ci permettono di non perdere di vista la normalità del vivere. Oltre ai più diffusi cani e gatti, parliamo di tutti gli animali: compresi ovviamente quelli che vivono liberi oppure stanno in un rifugio e centro di recupero, ai quali non bisogna far mancare la necessaria assistenza. Ricordiamo che va tutelato il “bene salute”, e questo è chiaramente scritto nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020; il “bene salute” di umani e non umani. Come comportarsi allora? Chiaramente vanno sempre, in ogni occasione, rispettate le regole sanitarie: mantenere la distanza di sicurezza, provvedere alla pulizia accurata e continua delle mani, fare attenzione a non portarsi le mani alla bocca, al naso e agli occhi, evitare le strette di mano e gli abbracci tra le persone. Oltre al rispetto delle regole sanitarie è importante spostarsi solo quando strettamente necessario, e questo a tutela della salute di tutti. Ecco alcune domande e alcune risposte, selezionate tra le centinaia alle quali Enpa risponde in queste ore. 1) Posso uscire all’aperto con il mio cane? Sì. Il decreto non vieta lo spostamento di uomini e animali all’interno dello stesso Comune di residenza. Fare una passeggiata con il proprio cane è necessario per il suo benessere e fa bene anche a noi, sia a livello fisico che emotivo. È una attenzione al “bene salute” umano e animale. Sempre stando molto attenti alle prescrizioni sanitarie. 2) Sono una gattara e accudisco una colonia felina in un Comune diverso da quello di residenza. Posso continuare a farlo? Sì. A nostro avviso, la gattara autorizzata deve continuare a occuparsi della sua colonia felina in quanto la circostanza è uno “stato di necessità”: in caso contrario i gatti (che sono tutelati dalla legge) non verrebbero adeguatamente accuditi e alimentati e sarebbero pertanto esposti a maltrattamento e ad abbandono. Inoltre, qualora alla gattara venisse impedito di prendersi cura della propria colonia felina, i gatti andrebbero alla ricerca di cibo, creando potenzialmente una dispersione della colonia e un problema sanitario (perché esporrebbe i gatti ai rischi connessi al vagantismo e alla mancanza di sufficiente apporto alimentare). Le gattare che si trovassero in questa condizione, devono portare con sé una autocertificazione in cui si dichiara lo stato di necessità. ATTENZIONE! Alcune Prefetture richiedono la dichiarazione dell’Ente o dell’associazione di appartenenza, oppure il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina. 3) Sono un volontario: posso continuare a fare volontariato per gli animali in una struttura? Sì. Chiaramente occorre innanzitutto rispettare il principio della limitazione degli spostamenti. Quindi si può continuare a fare volontariato solo quando strettamente necessario per gli animali. È necessario compilare il modello di autocertificazione in cui si dichiara lo stato di necessità. 4) Le adozioni di animali nei rifugi sono sospese? Le adozioni di animali nei rifugi non sono sospese. Ciò viene affermato anche in una circolare del Ministero della Salute a proposito delle prestazioni differibili e indifferibili. L’adozione di animali è considerata “differibile” solo al fine di limitare lo spostamento degli umani, ma non è né vietata né sospesa. Ovviamente vanno seguite le regole del rifugio presso il quale si vuole adottare un animale: in considerazione delle precauzioni da osservare, ad esempio alcuni in questo periodo possono essere accessibili solo con appuntamento. È bene quindi contattare telefonicamente la struttura, prima di recarvisi, qualora si volesse adottare un animale. La condizione, in questo caso, è quella di recarsi nel rifugio situato nel proprio Comune di residenza. 5) Posso segnalare un animale vagante ferito o in difficoltà? Si deve segnalare! Per il Ministero della Salute, il soccorso e il recupero di animali vaganti o feriti è una prestazione “indifferibile”. Quindi nel caso in cui ci fosse un animale vagante o ferito, bisogna assolutamente segnalare il caso alla Polizia Municipale del luogo, precisando che secondo il Ministero della Salute, il soccorso o il recupero è prestazione “indifferibile” e non può quindi passare in secondo piano. 6) C’è sufficiente disponibilità di cibo per animali? La circolazione delle merci e la loro produzione non ha subito alcuna limitazione. Non c’è pertanto alcun timore in merito alla disponibilità, anche in futuro, di pet food. Per ENPA del Trentino la presidente dr. Ivana Sandri

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